Underfloor: Solitari blu

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Solitari blu, terzo lavoro per l’ensemble di Guido Melis (formazione mutata, oltre al valido cantante e bassista, che a volte pare citare il compianto Karn, vi sono il vecchio Lorenzo Desiati alla batteria, Marco Superti alle sei corde, il terzetto ha accolto con sé, durante la lavorazione del cd la violista e tastierista Giulia Nuti, s’avvale poi di numerosi contributi esterni), s’apre con la title-track, episodio d’una bellezza abbacinante nel rincorrersi degli istromenti, col basso tonante ad ergersi sul pregevole lavorio delle chitarre e l’instancabile rumoreggiare delle percussioni, perfetta introduzione ad un disco caratterizzato da un nitore espressivo che testimonia la raggiunta, definitiva maturità del gruppo. “Nell’aria” s’inserisce a pieno e legittimo titolo nel novero della canzone italiana colta, quella che tale lo è davvero, non per iperbole giornalistica, bensì per merito proprio, “Come se fossi miele” rende vana la ricerca di paragoni con eventuali omologhi, essendo episodio d’ampio respiro, internazionale nel suono come nell’elaborazione. I bei testi riflettono l’eleganza ed il gusto spiccati del gruppo, che nessun confronto deve ormai più temere, nemmeno il più probante. Lembi di stoffa pregiata agitati dalla lieve brezza serotina, sfiorati dagli obliqui raggi del sole all’occaso che li tinge di mille e mille sfumature di rosso, a volte più definite, altre appena impercettibili, come le diverse emozioni, tutte comunque riconducibili alla medesima matrice, che si impadroniscono dell’ascoltatore attento nel suggere l’elegia finissima di “Cenere” e di “Solo un altro sogno”, caratterizzata questa da un sax magnifico. Alcuni a caso ho citato da una lista che non conta tracce sotto tono, ma semplicemente rappresenta un susseguirsi ininterrotto di belle canzoni; fino alla chiusura affidata al pop obliquo ed adulto di “Angeli di carta”, motivo dalle pieghe del quale il neo-quartetto estrae l’essenza d’una formula efficacissima nella sua solo apparente, semplice soluzione. Un brano che getta un fascio di luce vivissima su d’un futuro luminosissimo, se queste sono solo le sue premesse. Non ci faremo trovare impreparati! Se potete, fortunelli, andate a vederli live, dicono che siano ancora più bravi che su disco!

Per informazioni: www.suburbansky.it
Web: http://www.underfloor.it
Email: [email protected]
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