Dance or Die: Nostradamnation

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Rieccoci a parlare di una delle tante band della gloriosa ondata elettro-dark che caratterizzò la scena tedesca nella prima metà degli anni’90; un periodo che vede la nascita del Wave Gotik Treffen di Lipsia (che come tutti sapete è giunto quest’anno alla sua ventesima edizione) e di tante bands fondamentali, alcune delle quali ancora attive e popolari (Project Pitchfork e Das Ich su tutti), altre scomparse. I Dance Or Die non sono certamente mai stati una band di primissimo piano di quest’ondata, ma tra il 1991 ed il 1995 realizzarono comunque tre album e furono inseriti sulle leggendarie compilation We Came To Dance, autentici “manifesti” della scena teutonica di quesgli anni. A dieci anni di distanza da Schlafendeenergie, la band capitanata da Gary Wagner torna con Nostradamnation, disco elettro-dark per eccellenza. La musica dei nostri è infatti un ideale punto d’incontro tra l’elettro ed il gothic, sin dall’iniziale “Helios”, in cui un cantato alla Sisters of Mercy si innesta su oscuri synths; concetto ribadito nella title-track, dai ritmi ancor più pompati, ma pur sempra caratterizzata da un mood e da vocals assolutamente oscuri. Ovviamente il titolo del disco rimanda tanto a Nostradamus, quanto alla “nostra dannazione”, piuttosto che la “nostra dannata nazione”, diverse chiavi di lettura, tutte comunque funzionali ai testi delle quindici canzoni dell’album (il secondo dischetto include cinque remix -ottimo quello dei Solitary Experiments- di vecchi brani dei Dance or Die). Tra gli altri pezzi meritevoli di citazione, la melodica/malinconica “Northern winter”, le energiche “Purgatory”, ” 4 3 2″ e l’epica “Centropolis”; non mancano episodi di grana più grossa (al disco ha contribuito anche un membro degli Agonoize e la nefasta influenza non poteva non manifestarsi), ma tutto sommato Nostradamnation è un disco più che dignitoso. Nulla di trascendentale, ma un onesto disco di elettro-dark che si ascolta con piacere.

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