Javier Marquez Sanchez “La festa di Orfeo”

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Viene pubblicato per Gargoyle un interessante romanzo dello scrittore spagnolo Javier Márquez Sánchez, La festa di Orfeo. Si tratta di un altro notevole titolo che esce per la collana “Nuovi Incubi” dove sono già apparsi recentemente gli ottimi Il Diacono di Andrea Colombo (recensito da Mrs. Lovett per Ver Sacrum) e La figura di cera di Riccardo D’Anna (recensito da me sempre su Ver Sacrum).

E’ la prima volta che la casa editrice romana decide di dare spazio a uno scrittore di lingua spagnola e la scelta si rivela ottima, in quanto il libro è di buon livello e piacevole da leggere. La festa di Orfeo è innanzitutto un grande omaggio al cinema horror e in particolare ai film della mitica Hammer, a John Carpenter e ai grandi registi del filone fantastico di lingua ispanica, come Jesus Franco, Amando De Ossorio e Narciso Ibáñez-Serrador. L’incipit del romanzo è di un’agghiacciante potenza: in un villaggio al confine fra Inghilterra e Scozia si consuma un orribile rituale di morte e depravazione in cui i bambini massacrano tutti gli abitanti, crocifiggono il prete in chiesa e poi si danno fuoco. Già all’inizio, dunque, si palesa fortemente la presenza del male, un male che pervade tutte le pagine del libro e che è simboleggiato da una pellicola misteriosa portatrice e dispensatrice di orrore e follia: La fete du Monsieur Orphée.

La tematica del film maledetto, in realtà, non è nuova ed è stata sfruttata in particolare in The Ring di Gore Verbinski (e ovviamente nel libro e nel film giapponese da cui è tratto questo remake) e in Cigarettes Burns, episodio della celebre serie Masters of Horror diretto da John Carpenter nel 2005. Il libro di Javier Márquez Sánchez sembra omaggiare nello specifico proprio Carpenter. Anche in Cigarettes Burns, infatti, era presente il tema del film misterioso, ricercato dai collezionisti, dall’enigmatico titolo francese di La fin absolue du Monde, che causava negli spettatori raptus di follia e conduceva alla perdizione spirituale e fisica coloro che avevano la sventura di vederlo. Lo stesso accade con La fete du Monsieur Orphée ne La festa di Orfeo.

Tutti i personaggi del libro, dalla coppia di ispettori Carmichael e Harry Logan (un evidente richiamo a Sherlock Holmes e Watson) che per primi indagano sul massacro nel villaggio, a Peter Cushing in persona, fino all’eccentrico professor Andrew Alberline finiranno inevitabilmente per avere a che fare con l’oscura e tremenda pellicola, a partire proprio dal famoso attore Peter Cushing. Il personaggio, delineato in modo assai convincente, si trova sul set per girare il Frankenstein della Hammer, la piccola leggendaria casa cinematografica che sta iniziando a codificare i nuovi simboli del cinema perturbante. Sulla scena irrompe all’improvviso Boris Karloff allo scopo di illustrare gli effetti nefasti di La fete du Monsieur Orphée e sconsigliare i presenti dalla visione. Il professor Alberline, un vecchio erudito, studioso di antropologia e di antiche culture, sembra conoscere a fondo le diaboliche origini della pellicola maledetta ma, inizialmente, è anche molto reticente a rivelarle: le implicazioni del film porterebbero infatti inevitabilmente a doversi confrontare con il diavolo in persona, una conoscenza che il professore ha in realtà già fatto in Iraq, durante la sua giovinezza, mentre prendeva parte a una spedizione archeologica: l’episodio narrato, molto evocativo, omaggia il film L’esorcista e il suo inquietante prologo.

Nella sua dissertazione sulle origini ancestrali delle paure dell’uomo, Alberline cita anche l’universo impazzito di H.P. Lovecraft e la sua mitologia aliena. Gli eventi finiranno quindi con l’assumere sempre più una connotazione sinistra in cui occulto, libri di demonologia, sette sataniche ed evocazioni demoniache hanno il sopravvento e dove solo l’aiuto di studiosi del Vaticano e l’ostinata perseveranza del professor Alberline, di Peter Cushing e dei poliziotti contro i piani di Sherriford Meinster, un nobile facoltoso che ha deciso di servire Satana, sembra poter rovesciare le sorti di un confronto apocalittico fra il bene e il male.

Indubbiamente si può parlare di una prova riuscita, considerando che si tratta anche del romanzo d’esordio di Márquez Sánchez. La festa di Orfeo è in definitiva un libro che farà la felicità di tutti gli appassionati cinefili di horror.

Javier Márquez Sánchez: La festa di Orfeo – Gargoyle Books – 292 pagine – 2011 –  euro 17

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