Marissa Nadler: Marissa Nadler

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Basta un solo ascolto per rendersi immediatamente conto che questo quinto disco per la cantautrice di Boston è allo stesso tempo punto di arrivo e di una nuova partenza. Non solo per via del titolo, ma anche perché esce per la neonata Box of Cedar, etichetta fondata dalla stessa Marissa dopo l’esperienza non proprio esaltante con la Kemado, come lei stessa aveva suggerito nell’intervista di qualche mese fa. Album maturo e complesso, che conserva tutte le caratteristiche dei dischi precedenti ma che allo stesso tempo sarebbe sbagliato considerare come una semplice summa delle passate esperienze. Gli arrangiamenti sono più vari che in passato, ma senza esagerare con le sperimentazioni come in Little Hells; sono il giusto compromesso tra le scheletriche ballate dei primi dischi e le ultime produzioni. Quindi ancora intricate trame di chitarra acustica, alle volte lasciata assoluta protagonista, alle volte accompagnata da una batteria poco invadente, più spesso da uno xilofono e da una pedal steel. Difficile indicare un brano in particolare in mezzo a gioielli come “The Sun Reminds Me Of You”, dal tono solare ma con un retrogusto malinconico, “Wedding”, o la più ammiccante “Baby, I Will Leave You In The Morning” (molto bello il videoclip di quest’ultima, tra l’altro). Forse è un disco più levigato e meno spigoloso rispetto ai lavori precedenti, ma scritto con maggiore consapevolezza delle proprie capacità compositive, come dimostra “Mr John Lee Revisited”, ripresa da The Saga Of Mayflower May.

Il disco è un ottimo punto di partenza per chi si avvicina per la prima volta all’artista e un altro eccellente album che non deluderà affatto chi conosce già il seducente dream folk della Nadler.

A chi aveva preordinato il disco, Marissa ha “regalato” in free download anche l’EP Rain Arrangement, non ancora disponibile per l’acquisto, con quattro brani inediti che non sono entrati a far parte della scaletta finale dell’album. Valgano le stesse considerazioni fatte sopra, se l’album non vi è bastato e volete un’altra manciata di ballate malinconiche, forse ancora più minimaliste che su disco, allora procuratevi anche l’EP.

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