Sixth June: Back for a day

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Dopo il pregevole album di debutto Everytime, i Sixth June realizzano per l’italiana (e sempre meritevole) Mannequin, Back for a day, 12″ articolato in 5 tracce tra lato A e lato B, ribadendo il gusto del duo serbo (Laslo Antal e Lidija Andonov) trapiantato a Berlino per l’elettronica minimale con rimandi precisi alla wave anni’80. La title track è ovviamente il brano di punta del disco: un pezzo dal refrain vincente ed immediato, con la voce di Lidija su tappeti di synths, bassline e drum-machine. Minimali, ballabili e malinconici, tutto questo sono i Sixth June, un duo che ci propone una formula musicale semplice e non certo innovativa, ma che lo fa con grazia e talento; caratteristiche che ritroviamo nelle successive “Today”, “Inside” e “Come closer”. Discorso a parte per la conclusiva “82”: qui lo spirito minimale dell’elettro-wave dei primi anni ’80 emerge in maniera prepotente, attraverso un brano strumentale che personalmente mi ha ricordato molto il sound dei Depeche Mode di Speak and Spell. Per tutti coloro che avevano già apprezzato Everytime e per chi ama tanto la new-wave quanto l’elettro-pop, Back for a day è un imperdibile pezzo da collezione (rigorosamente in vinile limitato a 500 copie).

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