Nosferatu: Wonderland

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Agosto 1991, la mia prima vacanza a Londra. La classica vacanza del “dark” italiano, tra turismo e serate in club “gotici”; è in una di quelle
serate che ebbi modo di scoprire i Nosferatu, assistendo ad un loro concerto ed uscendo dal locale entusiasmato dalla loro musica e dal loro look assolutamente “gotico” e con l’ Hellbound EP tra le mani. Ho quindi seguito con devozione le gesta musicali della band inglese per diversi anni, testimoniando anche la parabola discendente della loro musica; i primi EP e l’album Rise sono episodi emblematici del gothic prima metà anni ’90 ed hanno rappresentato il meglio della discografia dei Nosferatu, ma da The Prophecy in poi i nostri hanno iniziato a perdere decisamente colpi. Ricordo ancora un concerto al Rainbow di Milano, nel contesto di un Dark Day di qualche anno fa, ma anche quell’occasione non fece altro che farmi rimpiangere i bei tempi andati; venendo a tempi più recenti, Wave Gotik Treffen di quest’anno, mi imbatto ancora nei Nosferatu, ma resisto per pochi brani. Forse avrei dovuto avere più pazienza ed applicarmi di più, perchè nel giro di qualche mese (grazie all’insistenza dell’amico Giancarlo) scopro che i Nosferatu possono ancora piacermi. Certamente non sono in grado di trasmettermi le emozioni di un tempo, ma il nuovo cd Wonderland non è affatto male; i dieci pezzi che compongono la tracklist, tra cui la cover di “Somebody put something in my drink” dei Ramones, sono stati composti in un arco temporale piuttosto ampio e devo dire che la cosa si avverte, in un album buono ma che forse pecca un pò in omogeneità. La title-track risulta un pò stucchevole (paradossalmente è il punto debole del disco) e “Spectre” e “Jackal” sono solo due brevi riempitivi strumentali, ma per il resto abbiamo solo buone notizie: la chitarra di Damien DeVille è graffiante come un tempo e sopratutto a cantare è tornato Louis Dewray, la voce di quei primi mitici EP. Ascolto dopo ascolto, Wonderland cresce e specialmente nei pezzi più “tirati” dà il meglio si sè: “Horror Holiday”, “Entwined”, “Silver”, “Bombers” e “Black Hole” dimostrano che i canini dei nostri sono ancora acuminati ed in grado di mietere nuove vittime. Gli anni d’ oro appartengono al passato, ma i vampiri sono ancora tra noi.

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