Alison Wait: Dove Esistono Solo i Ricordi

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Che al giorno d’oggi sia relativamente semplice creare lavori nella sfera ambient (più o meno scura secondo il caso) lo dimostra la numerosità di tali produzioni che si possono facilmente trovare e scaricare dai siti delle numerose net label sparse in rete, spesso dedicate proprio a queste forme musicali. Sempre più difficile, invece, è trovare opere di livello qualitativo interessante, che vadano oltre la semplice creazione di un sottofondo sonoro, che raramente riesce a emozionare, a cui al più vengono aggiunti glitch (che oggi va tanto di moda) che spesso non fanno altro che dare fastidio. Questo CD, in cui ancora una volta (come per La stanza di Svedenborg dei Vanessa Van Basten) collaborano le due etichette Eibon e Radiotarab, invece, si staglia su buona parte delle opere di questo genere da me ascoltate in questi ultimi tempi. Gli Alison Wait si muovono trasversalmente su diverse sfumature della musica elettronica, dall’ambient,che solo a tratti mostra toni più scuri ma raramente asfittici come quelli tipici delle sonorità dark ambient scandinave, ai suoni dei corrieri cosmici tedeschi (“Last words settembre”) fino a leggere derive nell’ambito del post rock più etereo e astratto, nei casi in cui fa la sua comparsa la chitarra elettrica, sempre caratterizzata da suoni molto dilatati e a stento riconoscibili. Il suono non è mai un banale tappeto sonoro ma è in costante evoluzione e, pur mantenendosi sempre etereo, è presente e palpabile; si tratta di musica fondamentalmente strumentale ma sono presenti, qua e là, sample vocali (alcuni chiaramente riconoscibili, altri che si confondono nel sottofondo sonoro). Nel complesso è un lavoro di elevata qualità, veramente in grado di coinvolgere se lo si ascolta con attenzione.

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