Richard Matheson: “Ghost”

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Da non molto è disponibile in libreria Ghost, breve romanzo di Richard Matheson risalente al 1982 ma finora inedito in Italia, che Fanucci ha infine provveduto a pubblicare. Si tratta di un libro piuttosto diverso da quelli che hanno reso famoso lo scrittore statunitense, del tutto privo dello scenario post-apocalittico di I am legend e anche della valenza simbolica del bellissimo Tre millimetri al giorno, nel quale si concretizzavano terrori ancestrali ed umane debolezze.  Si tratta piuttosto una specie di horror ‘intimista’ in cui il dramma è sostanzialmente racchiuso all’interno di una coppia di coniugi in crisi, partiti per un viaggio nei luoghi della giovinezza nella speranza di riuscire a recuperare il loro rapporto d’amore. La vacanza, tuttavia, viene funestata da una misteriosa apparizione. Questo fenomeno finisce con il vanificare gli sforzi che i due compiono per ritrovare la loro intesa, anche perché la figura che si aggira nelle stanze della casa che hanno affittato è una donna di meravigliosa bellezza che immancabilmente seduce David, già molto incline all’infedeltà, rendendo la situazione ancora più complessa. La natura di questa visione inizialmente non è affatto chiara e soltanto nelle ultime pagine del libro si comprende che la vicenda ha sconfinato nel sovrannaturale. Sorprendentemente Matheson opta alla fine per un curioso happy end con il quale ‘salva’ un po’ tutti quanti mentre il ‘male’ continua la sua opera in altri ’lidi’.

Una storia del genere fa quasi pensare che l’autore abbia scelto stavolta di indagare i meccanismi del rapporto d’amore, inoltrandosi in un campo in cui occorre però muoversi con strumenti diversi. A mio avviso l’operazione infatti non gli riesce e la tematica non pare essergli del tutto congeniale. I due protagonisti risultano irrimediabilmente scialbi, quasi fossero stati prelevati di peso da una puntata di Beautiful e collocati in un romanzo di fantasmi. Il nostro scrittore, che di certo non è divenuto famoso come studioso di caratteri, non ‘brilla’ nell’analisi della crisi di coppia: non solo non coinvolge ma  riduce il tutto ad un curioso ‘balletto’ dei due che vagano da una stanza all’altra, alternando stati d’animo opposti; spesso il pathos sembra determinato più dal freddo inclemente del luogo che dalla forza dei sentimenti. Poiché Matheson non è McEwan, i due personaggi appaiono ‘ingessatissimi’ nella loro incapacità di comunicare, poco interessanti e, soprattutto, talmente disorientati che al lettore risulta difficile comprendere dai loro dialoghi quale sia la sostanza del loro rapporto e se il loro matrimonio abbia qualche possibilità di essere recuperato. La donna misteriosa, a dire il vero, sembra più che altro l’impersonificazione dei reali problemi di David che, come si accennava, non è nuovo al tradimento e appare molto sensibile alle tentazioni sessuali; una vera sfortuna, quindi, che proprio in un momento di estrema difficoltà nella sua vita coniugale, egli debba imbattersi in una creatura al cui fascino nessuno potrebbe sottrarsi. Questa ‘femme fatale’ è anche una vera dea del sesso – c’era da dubitarne? – e pare messa lì apposta per torturarlo e mettere alla prova la sua (inesistente) forza d’animo. Prevedibile, dunque, l’ampio spazio concesso alla sessualità vissuta in modo potente e travolgente ma con una connotazione molto negativa, quasi esclusivamente legata alla minaccia ed al pericolo.

La moglie fedele ancora una volta accusa il colpo, come farebbe forse chiunque, ma il tormento di David viene reso ancor più duro dal fatto che lei stessa, la sposa che vorrebbe riconquistare, è coinvolta negli ‘intrighi’ della cattivissima e infida figura della quale diventa vittima suo malgrado.

Ma ognuno sa che nei brutti telefilm tutto deve pur sempre finir bene: anche in questo caso i sani valori della famiglia americana riusciranno quindi a trionfare.

Non avremmo potuto aspettarci qualcosa di meglio dall’autore di Io sono leggenda?

Richard Matheson “Ghost”, Fanucci 2011, 304 pagine, euro 10

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