Engelsstaub: Nachtwaerts

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Tutto qui? Le mie attese erano tali che, ad ascolto ultimato, debbo ammettere d’aver esagerato, e che Nachtwaerts è sì un buon disco, ma sicuramente non al livello che stimavo. Se le atmosfere di “Intempesta” e di “Deep inside” sono carine (a tratti risultano però soporifere alquanto), vi sono diversi episodi che faccio fatica a comprendere, considerati i loro contenuti per lo meno superficiali, come è nel caso dell’opener “Carpe Noctem”. La vocina di Silke Hoffmann alla lunga non incide, troppo eterea addirittura da apparir irreale, artefatta, le strutture armoniche dei nove pezzi appaiono gracili (non so davvero come definire una “Nocturnal conversation” affetta da rachitismo manifesto), ed “An die gruene Fee” e “Lullaby” non riescono a far lievitare la cifra stilistica del prodottino, non ostante gli sforzi profusi dal trio germanico. Incuriosisce il titolo di “Memento Moria”, canzone gradevole che si fa notare, mentre la conclusiva title-track palesa ulteriori incertezze. Gli Hoffmann e Zaremba dovranno meglio calibrare le loro future proposte, pur troppo in un mercato sovra-affollato non c’è più spazio per i comprimari.

Per informazioni: www.apollyon.de
Web: http://www.engelsstaub.de
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