Madness Of Sorrow: Signs

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Nelle primigenie intenzioni Signs doveva concretizzarsi come secondo lavoro dei Filthy Teens (un disco su UK Division Records), dai quali proviene il main-man Muriel Saracino; vede la luce in vece sotto il monicker  Madness Of Sorrow, nuovo progetto del drummer  che si avvale della collaborazione del noto collega  Ross Lukather e di Simon Garth, entrambi transitati in epoche diverse nelle varie formazioni dei padri dichiarati dell’horror metal italico, i Death SS. Muriel realizza un disco dalle palesi tinte dark coniugate al metal, trovando degli ovvi riferimenti in quanto espresso dal citato, seminale combo di Steve Sylvester, e le ambientazioni sulfuree dei brani vengono ulteriormente appesantite da una produzione grezza, almeno così m’appare, sarà forse il formato digitale del quale dispongo a non consentire una lettura più chiara dei contenuti. La cadenzata prima, lanciata a velocità più sostenute poi “Miss Suicide” (notare il titolo che piacerebbe ad Ozzy Osbourne) traccia un parallelo con quanto esposto da una altra one-man-band italiana, i Blood Thirsty Demons, la title-track rimanda ai Bathory spogliati dell’epica vichinga che ammantava i loro dischi, il chitarrismo di “Clown of the Earth” ribadisce la sua distanza da ogni possibile compromesso melodico, impressione rafforzata da una vocalità prossima a quella di Lemmy Kilminster (e pur troppo la voce rappresenta una delle dolenti note di Signs), “Radio death” è un altro episodio che si svolge irruento ed incompromesso, mentre su “Ocean of pain” aleggia lo spettro dei Black Sabbath era-Tony Martin. Decisamente più dinamica, e forse la migliore del lotto, “The armageddon song” impreziosita da un inquietante tastierismo ed un cantato più efficace che altrove, le buone intenzioni del compositore ed esecutore trovano quivi, finalmente, maggiore compiutezza e risultati più consoni agli sforzi profusi. Resta ovviamente la riserva per quanto riguarda il possibile approccio live del progetto MoS, per la sua collocazione e per il suo manifesto approccio autarchico Sings rimane comunque un disco che attrarrà solo gli appassionati del genere. L’impegno (un disco intiero composto e suonato da una sola persona!) di Muriel va evidenziato,  i consigli di Lukather e Garth hanno prodotto evidentemente dei frutti, consideriamo questa prima come una prova, alla quale dovranno seguire futuri sviluppi.

Per informazioni: www.madnessofsorrow.com
Web: http://www.w1tchr3cords.it
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