VV.AA.: Reborn in sleaze: A tribute to Dave Lepard

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Se la tua passione per il glam ti spinge a fondare una etichetta al genere dedicata, non puoi prescindere dall’omaggiare la figura di Dave Lepard. Ecco il pensiero espresso da Stefano Gottardi della Street Symphonies Records che, ne sono certo, chiunque abbia ascoltato il fondamentale “Rest in sleaze” non può non condividere. Reborn in sleaze: A tribute to Dave Lepard è ben più che un semplice tributo a chi seppe, nel volgere di una stagione della propria troppo breve esistenza, incidere così profondamente nello stile del glam-metal, coniando dieci brani di rock vibrante, intenso, veloce e sopra tutto vissuto. Anche sulla propria pelle, pagando lo scotto di un successo giunto troppo in fretta. Il 20 gennaio 2006 (“Rest in sleaze” era stato pubblicato dalla Universal il maggio dell’anno precedente) la vita di Dave si spezzava, vinta dalla depressione, per contrastare la quale aveva scelto la strada sbagliata… O forse l’unica percorribile secondo la sua personale visione del dolore interiore che lo serrava come una tenaglia. Non c’è band quivi presente che non interpreti brani divenuti epocali (la track-list originale è ripercorsa con precisione netta): Midnite Sun, Speed Stroke, Skull Daze, Peep Show, Superhorrorfuck, Ragdolls, Cyanide4, DNR, Hell In The Club, Shining Line e Blackrain (alle prese con la bonus “Lost horizons”) forse non calcherebbero i palchi se quel disco non fosse stato mai pubblicato, se Dave Lepard, Martin Sweet, Peter London ed Eric Young non avessero mai composto ed eseguito quelle canzoni, schegge di variopinta esuberanza che tutt’oggi urlano a tutti il loro diritto ad essere definite epocali.

Email: http://www.streetsymphonies.com
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