La Playlist 2011 della Redazione

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Con un po’ di anticipo rispetto al solito tiriamo le somme di un anno che non sarà certo ricordato come uno dei più felici e memorabili, né sul fronte sociale ed economico, né tantomeno su quello artistico. Dei buoni CD, libri, film e concerti ci sono comunque stati e ne parliamo più che volentieri.

Come abbiamo già preannunciato su Facebook, da quest’anno abbiamo sospeso la Playlist dei lettori: ci scusiamo con i nostri più affezionati “followers”. Invitiamo tutti, “followers” in primis, a indicare le proprie scelte del 2011 come commento a questo articolo o sulla nostra pagina Facebook.

Infine cogliamo l’occasione di salutare ufficialmente Candyman che dal 2012 ci lascerà per passare in pianta stabile alla redazione di Ascension Magazine: buona strada fratello! E buon 2012 a tutti!

La redazione di Ver Sacrum

Ankh | Caesar | Candyman | Christian Dex | Grendel | Hadrianus | Mircalla | Mrs. Lovett | Softblackstar
Ankh
Il 2011 è stato un anno in cui sono stato molto, troppo lontano da Ver Sacrum. La mancanza di tempo, la disorganizzazione o, più semplicemente, la vecchiaia… Anche sul fronte musicale, sono riuscito ad ascoltare poche cose, almeno ad ascoltarle con la dovuta attenzione. È forse per questo che nella mia play list ci sono nomi del tutto strani, come quelli di Capossela (bellissimo il suo disco, a tratti molto più scuro di tanti prodotti del settore) o dei Gogol Bordello (lo so, il CD è dell’anno scorso ma io li ho scoperti solo quest’anno e li trovo talmente divertenti da spingermi a barare un pochino!). Gli Atrium Animae mi sono piaciuti moltissimo e mi fa piacere piazzarli al primo posto. Sempre all’altezza i Faun e sempre degni di nota gli Opeth. Pesa come un macigno il fatto che non sono riuscito ancora ad ascoltare il CD degli Oda Relicta, che in questi ultimi anni hanno spesso occupato le posizioni più alte della mia personale classifica.

La mancanza di tempo, si diceva; ma anche le strane combinazioni: ogni volta che mi segnavo la data di un concerto a cui tenevo particolarmente, succedeva qualcosa che mi impediva di andarci. Per cui nessun concerto di grande interesse per quest’anno, e lo stesso può dirsi per il cinema.

Sul fronte dei libri, la scelta di un saggio mi ha semplificato la vita (mi è sempre faticoso associare un romanzo all’anno in cui è stato scritto). Per onestà intellettuale, devo ammettere che, se avessi scritto io la recensione, sarei stato molto più severo di Caesar, per diversi motivi; ciononostante si tratta, credo, del primo libro scritto in Italia esclusivamente dedicato alla musica industriale (qualche accenno c’era stato in “Trance and Drones”, stampato da Castelvecchi qualche anno fa, ma in maniera molto più marginale), e credo che non sia poco. Un plauso va alla Tunnel Edizioni, della quale sto attualmente leggendo Gothic Rock (divertente soprattutto per chi, come me, non ha vissuto in prima persona la scena dei primi anni ’80) e leggerò appena possibile il nuovo libro di Antonello Cresti, “Come to the sabbat”.

Un augurio a tutti, nella speranza di essere più presente sulle pagine di Ver Sacrum nel 2012 (e, mi rendo conto, non sarà difficile).

Album


  1. Atrium Animae: Dies Irae
  2. Vinicio Capossela: Marinai, profeti e balene
  3. Gogol Bordello: Trans continental hustle
  4. Faun: Eden
  5. Opeth: Heritage

Libro


Industrial [r]evolution di Giovanni Rossi

Caesar
Musica:
Annata caratterizzata da buone uscite in ambito di prog oscuro grazie all’etichetta discografica Black Widow di Genova, da sempre punto di riferimento per questo tipo di sonorità. Mi ha colpito favorevolmente il secondo disco del Ballo delle Castagne (Kalachakra), ottimo lavoro che unisce varie influenze, dal dark-prog al Krautrock. Altri titoli assolutamente degni di nota di Black Widow sono l’esordio del Tempio delle Clessidre – con il mitico cantante del Museo Rosenbach – che rinverdisce i fasti del prog italiano dei ’70 e quello dell’Impero delle Ombre. Buono anche il nuovo disco degli Opeth, ormai lontani dal death-metal e vicini anche loro al prog. Mentre per quanto concerne il folk apocalittico segnalo gli eterni Current 93 che, come di consueto, hanno sfornato un buon album gotico e crepuscolare.

Concerto:
Nessun dubbio per il concerto: è ancora viva l’emozione dell’esibizione dei Death In June a Milano del 17 dicembre, una performance estremamente convincente e grintosa da parte del carismatico Douglas P. che ha riassunto la lunga e gloriosa carriera della Morte in Giugno, un gruppo controverso ma indubbiamente di altissimo valore.

Film:
Fra i film visti la mia scelta ricade su The Ward – Il reparto di John Carpenter, uscito nel 2010 negli USA e da noi quest’anno: probabilmente non la sua miglior prova ma in ogni caso emerge sempre il tocco inconfondibile del maestro del terrore.

Libro:
Fra i libri letti segnalo Malapunta di Morgan Perdinka/Danilo Arona (volume da me recensito su Ver Sacrum) edito dalle Edizioni XII. Si tratta indubbiamente di un libro che unisce efficacemente i generi, mischiando horror, fantascienza e thriller e che si inserisce nel filone “apocalittico”.

Album


  1. Ballo delle Castagne: Kalachakra
  2. Il Tempio delle Clessidre: Il Tempio delle Clessidre
  3. Current 93: Honeysucle Aeons
  4. L’Impero delle ombre: I compagni di Baal
  5. Opeth: Heritage

Concerto


Death In June a Milano

Libro


Malapunta di Morgan Perdinka (Danilo Arona)

Film


The Ward – Il reparto di John Carpenter

Candyman
Anche il 2011 non ha deluso chi ama spaziare tra diversi generi e così, oltre ai primi cinque, mi piace ricordare i dischi di Martial Canterel e Xeno & Oaklander sul fronte “minimal elettro”, Haujobb ed Acretongue per l’elettro-industrial, Sol Invictus ed Of The Wand And The Moon per il cosidetto folk-apocalittico. Last but not least, il recentissimo nuovo album dei “nostri” The Frozen Autumn.

Album


  1. Ladytron: Gravity the Seducer
  2. Rome: Die Aesthetik der Herrschaftsfreiheit
  3. Zola Jesus: Conatus
  4. Covenant: Modern Ruin
  5. In The Nursery: Blind Sound

Concerto


Laibach a Trieste

Film


Melancholia di Lars Von Trier

Christian Dex
Chi mi conosce può leggere nella mia scelta dei CD alcune delle mie “ossessioni” preferite, ovvero gli Skinny Puppy e i Nine Inch Nails. Da un lato può solo farmi piacere che questi artisti, anche nelle loro carriere parallele (e la cosa vale ovviamente anche per ohGr), continuano a produrre delle opere di livello eccelso. Dall’altro mi chiedo se sono io che da (assai poco) splendido quarantenne sono sempre più sensibile alla malinconia del passato o se effettivamente quello che esce di questi tempi in campo oscuro è nettamente sotto alla media. Forse la verità è come al solito nel mezzo…

Il film di Gaglianone mi ha davvero conquistato e commosso: nella visione degli eventi mediata dagli occhi dei bambini, il criminale diventa un vero e proprio orco. Quello che accade nell’infanzia marcherà a fuoco la vita futura dei piccoli protagonisti.

La Vargas è stata una bellissima scoperta: i suoi gialli sono intelligenti e avvincenti e il commissario Adamsberg con la girandola di personaggi che intorno a lui ruota in questo volume sono descritti con incredibile abilità.

Infine cedo alla furbata dell’ex-aequo per citare due piccoli concerti che si sono svolti, a distanza di mesi l’uno dall’altro, qui a Pisa, il che ha costituito un’ulteriore piacevole sorpresa per me, normalmente costretto a macinare centinaia di chilometri per ascoltare dei buoni live.
Buon 2012 a tutti!

Album


  1. Skinny Puppy: hanDover
  2. Trent Reznor & Atticus Ross: The Girl With The Dragon Tattoo Soundtrack
  3. Faun: Eden
  4. Zola Jesus: Conatus
  5. ohGr: unDeveloped

Concerto


(ex-aequo) Attrition/Zola Jesus a Pisa

Libro


La cavalcata dei morti di Fred Vargas

Film


Ruggine di Daniele Gaglianone

Grendel
Al numero uno della mia personale classifica dei migliori album dell’anno c’è All beauty destroyed degli Aesthetic Perfection, disco coraggioso e fuori dagli schemi con il quale la band di Daniel Graves si riconferma come una delle realtà più interessanti della scena electro-industrial. A seguire il bellissimo Wintermute dei Necro Facility e l’innovativo Ultrawired dei nostrani Dope Stars Inc., che continuano da anni a non sbagliare un colpo. Chiudono la classifica i Gothminister (mai stata una loro fan accanita in passato, ma l’ultimo cd mi ha proprio convinto…) e i Digitalism, tornati alla grande con un lavoro che farà la gioia dei tanti appassionati di indie-dance.

Come film dell’anno ho scelto Drive di Nicolas Winding Refn, regista che ricorre a modalità narrative molto
particolari e intriganti, mentre il mio concerto preferito è stato quello dei Deathstars, ma per quanto riguarda
quest’ultima categoria la decisione è stata assai difficile poiché anche gruppi come i Combichrist e i già nominati
Aesthetic Perfection si sono resi protagonisti di performance coinvolgenti e di ottimo livello.

Album


  1. Aesthetic Perfection: All beauty destroyed
  2. Necro Facility: Wintermute
  3. Dope Stars Inc.: Ultrawired
  4. Gothminister: Anima inferna
  5. Digitalism: I love you dude

Concerto


Deathstars a Romagnano Sesia (NO)

Film


Drive di Nicolas Winding Refn

Hadrianus
Quest’anno nessuna esitazione: Skinny Puppy! Grande rientro che fuga i dubbi suscitati dal lungo periodo di inattività e dalle prove soliste di Nivek Ogre, eppoi ogni nuova pubblicazione cela delle incognite. Ma hanDover è attestato evidente che questo insieme non ha smarrito la capacità di comporre brani efficacissimi (a lasciarsi prendere dal puntiglio, solo un episodio debole in scaletta) corredati da liriche intelligenti, mettendoci di fronte allo specchio della realtà. Secondo posto per il bel I compagni di Baal dell’Impero delle Ombre, concept dalla trama eccellentemente sviluppata, poi citazioni meritorie per Ravenscry (il female-goth-metal ha ancora un futuro!), The House of Usher (gruppo dalle idee ben chiare, la stessa formula semplice e sviluppata al meglio) e per The Spiritual Bat (Cruel machine è operina gradevolissima). Dovrei a questo punto citare una diecina di esclusi, come sempre tagliare comporta sempre dei rimorsi…

CONCERTI
Nessuno di gothico, dovrei citare uno show scialbissimo di un Morgan sempre più fenomeno televisivo e sempre meno cantante/compositore/etc.? Meglio soprassedere. Ah, ci sarebbe il concerto che mi sono perso… Non riapriamo ferite appena rimarginate…

FILM
Nessuna esitazione nemmeno nella categoria pellicole: Il gatto con gli stivali: l’unico film al quale ho assistito quest’anno, perché era ieri (mentre sto compilando la presente almeno…) quindi la memoria (vacillante) è ancor fresca, eppoi perché mi sono divertito!

LIBRI
Rimanendo in ambito goth, perché no Gothic rock di Mr. Dave Thompson (Tsunami Edizioni)? Vabbè, la traduzione non è impeccabile (non è colpa dell’Autore), ma la materia (ponderosa) viene trattata con competenza (e non avevamo dubbi al proposito), considerando poi l’ampio arco temporale l’opera è snella e godibile, e poi chi cita con tanta dovizia di informazioni gruppi sovente trascurati quali Red Lorry Yellow Lorry, Love and Rockets (spesso all’ombra dei Bauhaus e del Murphy-solo), Gene Loves Jezebel? Rileggermi poi le diatribe Eldritch/Hussey, le cronache dalla Batcave o le smargiassate dei The Cult mi ha fatto tornare indietro ai bei tempi (belli solo perché contavo qualche lustro d’età in meno…).

… A questo punto, mettiamoci al lavoro per il 2012, e rimanete con noi, perché Ver Sacrum saprà stupirvi ancora!

Album


  1. Skinny Puppy: hanDover
  2. L’Impero delle Ombre: I compagni di Baal
  3. Ravenscry: One way out
  4. The House of Usher: Pandora’s box
  5. The Spiritual Bat: Cruel machine

Libro


Gothic rock di Dave Thompson

Film


Il gatto con gli stivali di Chris Miller

Mircalla
La mia playlist discografica quest’anno è stata parecchio sofferta perché non ho avuto la possibilità (o la voglia..) di ascoltare molta musica: comunque al primo posto metto i Faun, uno dei miei gruppi preferiti, che confermano ancora una volta tutta la loro bravura, seguiti da Golgotha, che mi ha conquistato con un sapiente mix di musica eterea, neofolk e ambient industrial. Seguono Rome, con un triplo cd sempre a livelli musicali e compositivi altissimi, i Corvux Corax, che, nonostante il cambio di formazione, non tradiscono i loro estimatori con un album dalla notevole carica di energia e passione e infine Sol Invictus con un bel lavoro in cui spazia abilmente tra sonorità neofolk e tradizionali.

Per quanto riguarda i concerti Current 93 a Bologna è quello che mi ha maggiormente conquistata per l’atmosfera e le emozioni che ha saputo suscitare, anche se ho amato parecchio anche i recenti live di Zola Jesus e dei Death in June.

Tra i libri nessuna grande scoperta, ma mi ha colpito I diari della falena della Klein perché, pur trattando sempre di “vampiri”, tema ormai ipersfruttato, si discosta nettamente dal trend commerciale di questi ultimi anni e segna un ritorno verso atmosfere più gotiche in cui realtà e follia si mescolano abilmente tra loro.

Quest’anno ho avuto la fortuna di poter andare al cinema molto spesso (grazie Luca….) e quindi ho visto molti film interessanti, tanto che è difficile ricordarli tutti. Ma su quello che più mi ha colpita non ho dubbi: si tratta di Drive di Refn, autore che prima non conoscevo e che è stato una vera rivelazione! Non posso però non citare almeno qualche altra pellicola, e l’elenco sarebbe lungo, in particolar modo Melancholia del sempre grande Lars von Trier, This is England di Shane Meadows e, per non trascurare i registi italiani, Io sono Li di Andrea Segre.

Album


  1. Faun: Eden
  2. Golgotha: The Horns of Joy
  3. Rome: The Aesthetik der Herrschaftsfreiheit
  4. Corvus Corax: Svekter
  5. Sol Invictus: The Cruellest Month

Concerto


Current 93 a Bologna

Libro


I diari della falena di Rachel Klein

Film


Drive di Nicolas Winding Refn

Mrs. Lovett
Musica
Incertezza per le tante possibilità di scelta, quest’anno: dovendoci limitare al numero di cinque, ho dovuto ponderare molto e dunque con grande rammarico ho lasciato fuori dall’elenco Falling deeper degli amatissimi Anathema. Ma il 2011 è stato l’anno di Zola Jesus e quindi onore al merito. Al secondo posto una scelta più classica ma per me dovuta: del resto non sono stata certo l’unica ad apprezzare l’ennesimo capolavoro della inimitabile Polly Jean. Al terzo, quarto e quinto posto tutte cose di cui qui si è già parlato: i Dead Skeletons li considero una mia scoperta e nutro su di loro grandi speranze …

Concerto
Nel caso dei concerti, invece, la decisione è stata relativamente rapida. Per una serie di ragioni, poi, l’annata per la sottoscritta è stata magra e le opzioni erano abbastanza poche. Il concerto di Zola Jesus proprio nella mia città mi ha ‘salvato’ all’ultimo momento: musica piena di pathos e una voce al di là di qualsiasi descrizione. Chi afferma che la piccola/grande Nika imiti l’indimenticabile Siouxsie dovrebbe vederla dal vivo: la tecnica di Zola Jesus è, a mio avviso, del tutto differente.

Film
Riguardo al film, ho tentennato un attimo dopo aver visto Melancholia di Lars von Trier. Ma il coinvolgimento totale che ho provato con la visione della pellicola di Sorrentino ha avuto la meglio.

Libro
Il motivo di tale scelta è semplice: in Mrs. Lovett batte un cuore ‘fantasy’. Da anni i fan della famosa saga Cronache del ghiaccio e del fuoco attendevano questo volume. Benché abbia visto, nel corso del 2011, diverse uscite interessanti anche da parte di autori italiani, la soddisfazione provata leggendo I guerrieri del ghiaccio è stata per me impareggiabile.

Album


  1. Zola Jesus: Conatus
  2. PJ Harvey: Let England Shake
  3. In The Nursery: Blind Sound
  4. Dead Skeletons: Dead Magick
  5. Gary Numan: Dead Son Rising

Concerto


Zola Jesus a Pisa

Libro


I guerrieri del ghiaccio di George R. R. Martin

Film


This Must Be the Place di Paolo Sorrentino

Softblackstar
Il 2011 ha portato tanti bei nuovi dischetti. Su tutti mi ha sorpreso il nuovo otwatm, uscito a ben 6 anni di distanza dal predecessore, tra l’altro non propriamente memorabile, per usare un eufemismo. Kim Larsen ha partorito un ottimo disco che è un po’ la summa del neofolk odierno, ovvero richiami alla psichedelia tardi ’60, produzione cristallina e distacco pressoché totale dalle tematiche che avevano caratterizzato il genere.
(foto live presa dal video Blood Axis live in Copenhagen – Song of the comrade)

Album


  1. :of the wand and the moon:: The Lone Descent
  2. Grails: Deep Politics
  3. Thorofon: Excarnation
  4. Andrew King: Deus Ignotus
  5. Ringo DeathStarr: Colour Trip

Concerto


Blood Axis a Copenhagen

Film


Drive di Nicolas Winding Refn

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1 comment

  1. t.b. 27 dicembre, 2011 at 18:08

    Musica:

    Annata “interlocutoria”, che getta molte speranze positive sulle uscite del 2012. Il primo posto va a “Moonlight Waltz” dei capitolini Theatres des Vampires, un album molto orecchiabile teso fra influenze diverse che vanno dal rock sinfonico alla wave. Vario e personale.
    A seguire una serie di promettenti singoli ed EP: Ecce Homo di Inchiuvatu, pieno di atmosfere sulfuree e influenze prog, l’epico ERA dei La Caruta di Li Dei che riporta alla luce un progetto che sembrava oramai dover finire nel dimenticatoio ma soprattutto il soprendente 99 Altri Perfecti della Camerata Mediolanense, un Petrarca pop e quasi ballabile. A chiudere Can you feel the beat? di Nachtmahr che è solo un’ulteriore conferma, dovesse ancora essercene il bisogno, del suo ruolo di dominatore incontrastato del dancefloor.

    #1 Theatres des Vampires – Moonlight Waltz
    #2 Inchiuvatu – Ecce Homo
    #3 Camerata Mediolanense – 99 Altri Perfecti
    #4 La Caruta Di Li Dei – Era
    #5 Nachtmahr – Can you feel the beat?

    Cinema:

    Pochissime uscite di rilievo, tra le quali sicuramente brilla This must be the place di S.Sorrentino, poetico e commovente. Una menzione speciale per At the end of the day di Cosimo Alemà, un po’ troppo videoclipparo ma comunque interessante.

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