Thurston Moore: Demolished Thoughts

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Considerato da molti uno dei migliori chitarristi rock in circolazione, Thurston Moore, in questo suo nuovo album da solista, dimostra di avere un’anima sorprendentemente folk, un aspetto finora non molto visibile nei lavori precedenti e tanto meno nella carriera con i Sonic Youth. L’album è in linea con Trees outside the academy, il precedente disco solista del 2007, ma le atmosfere si sono ulteriormente ammorbidite, dominate come sono da una brillante chitarra acustica e da una voce carezzevole alla Nick Drake che fa letteralmente dimenticare certe sonorità ‘abrasive’ tipiche di quella band straordinaria di cui Moore fa parte fin dall’inizio della sua storia. La produzione è affidata a Beck, il cui tocco si percepisce abbastanza chiaramente qua e là. Il brano iniziale, “Benediction”, è ad esempio una ballata lineare dal ritmo pacato, pervasa da un forte lirismo sottolineato anche dall’accompagnamento chitarra/violino. Stile ed arrangiamento invariati per Illuminine”, in cui la melodia risulta ancora più struggente per i morbidi arpeggi (si, è proprio Thurston Moore dei Sonic Youth!). Circulation” esordisce con suoni di chitarra ‘vecchio stile’ per addolcirsi strada facendo con l’inserimento di archi ed arpa, mentre “Blood Never Lies”, in cui il canto è quasi sussurrato, in verità quasi rischia di finire in ‘melassa’. “Orchard street” è una lunga ballata di 7 minuti in cui Moore riesce però a tenere viva l’attenzione con opportune variazioni della chitarra per produrre alla fine un’improvvisa impennata della tensione. “Space” e “January”, in chiusura, ripropongono dolci, struggenti melodie folk. Tanto potè un artista eclettico dotato di personalità poliedrica.

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