Corvus Corax: Sverker

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I Corvus Corax, band capostipite del sound medievale in terra germanica fin dal lontano 1989, tornano sulle scene con un nuovo interessante lavoro. Nonostante un consistente cambiamento di musicisti (della vecchia formazione rimangono comunque i fondatori Castus e Wim, più Hatz e Norri aka Harmann der Drescher) Sverker ci riporta appieno nelle tipiche sonorità alla Corvus Corax, ovvero gran uso di cornamuse, fiati e percussioni martellanti. Dopo le aperture e le contaminazioni degli ultimi lavori con le tradizioni medievali di altri paesi, in questo nuovo album c’è un deciso ritorno a sonorità potenti, sottolineate da cori di voci maschili dal forte impatto, e una ricerca di atmosfere nordiche e oscure, con richiami alla mitologia scandinava. In particolar modo viene sviluppato il tema del Ragnarök, il crepuscolo degli dei, la battaglia finale tra le forze della luce e delle tenebre,  ovvero la fine del mondo secondo le leggende nordiche, che ispira alcuni tra i pezzi migliori, in particolar modo la potentissima “Ragnarök” (in cui è presente anche una bella parentesi melodica con eterea voce femminile), ma anche “Gjallahorni” (gjallahorn è il corno che chiama gli dei alla battaglia finale, chiaramente messo in primo piano nella canzone!) e “Baldr” (nome di un’importante divinità nordica, secondogenito di Odino).

In altri brani le sonorità si fanno più distese e meno cupe, come nella gioiosa “The Drinking Loving Dancers”, furioso e tiratissimo invito al bere e alla danza fino allo stordimento, mentre sono evidenti i richiami alla musica tradizionale irlandese in “Là I’ Mbealtaine”, “Na Láma-Sa” e “Fiach Dubh” (ovvero il corvo, in lingua gaelica), quest’ultimo con un potente assolo di tamburi cui si sovrappone lo stridulo vociare dei corvi! Tra le canzoni più intense e coinvolgenti vanno citate anche “Havfru” (cioè la sirena, in lingua danese) e la titletrack “Sverker”, ma in generale tutto il lavoro si mantiene su ottimi livelli e dimostra, oltre alla comprovata abilità musicale dei Corvux Corax, come anche la passione e lo spirito non si siano per niente affievoliti con l’andar del tempo.

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