Inkubus Sukkubus: The Goat

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Dopo aver celebrato Lilith in “The dark Goddess”, puntualissimi si ripropongono Candia Ridley e Tony McKormack col nuovo The Goat, lavoro ovviamente ascrivibile al filone pagan-goth da loro inaugurato e del quale rimangono interpreti insuperabili, eppur fra le note di queste dieci recenti canzoni si nota una parziale assimilazioni di tematiche sonike decisamente FM-oriented. Non mi si fraintenda, le concessioni commerciali di “Fire & ice” si mantengono entro i limiti del genere, ma l’apertura melodica del cantato (una citazione di un classico dei Twisted Sister, non scherzo!, a voi scoprire quale, perfettamente calata nel mood di un brano che più classico di così… ma sarà voluta?) palesa una evidente volontà di ammodernare uno stile consolidato e riconoscibile, alla title-track viene poi affidato il compito di stabilire un ponte col passato glorioso del combo albionico. Non difettano in The goat gli anthems come gli episodi più introspettivi che tanto piacciono a Candia e colleghi, ed anche ai loro devoti fan. Un gruppo che sorprende per coesione e per la risoluzione colla quale persegue nel suo particolare cammino artistico, ho contato almeno sette brani (sulla diecina complessiva) di buon livello, e non vi sono cadute di tono, impossibile pretendere di più. Onore alla carriera degli IS!

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