AaVv: Ongaku 80: Alternative Waves From Japan

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A seguire la bella raccolta Ongaku ’70, che riproponeva tracce risalenti ai ’70 di psichedelia vintage giapponese, la piccola Hiruko Records sforna un altro vinile questa volta dedicato alla wave ’80. Come per la raccolta precedente, i brani sono quasi tutti di artisti sconosciuti ai più. Correggetemi se sbaglio ma credo che Ryuichi Sakamoto sia l’unico nome noto tra i dieci artisti della raccolta, al massimo seguito da Phew, che vanta collaborazioni con DAF, Einsturzende Neubauten, Otomo Yoshihide e un album su Mute, ma stiamo comunque parlando di un nome davvero di nicchia.

La raccolta presenta dieci brani di dieci artisti diversi che spaziano dalla no-wave pura ai synth minimali di matrice new-wave

Il brano di Sakamoto è abbastanza trascurabile, nel senso che è il famosissimo “Riot in Lagos”, noto ai più come pezzo di storia e tra i precursori dell’electro. Le cose iniziano a farsi più interessanti a partire dal terzo brano, la new wave in chiave nipponica dei Lizard. Molte di queste tracce hanno una registrazione e una produzione che definire casalinga è fargli un grosso complimento, ma questo non fa che aggiungere fascino a brani a tratti davvero sgraziati. La raccolta ha i suoi momenti, come il divertente e robotico Elaborate Dummy dei Portray Heads o “Ziggurat Witch-hunt”, che sarebbe potuta entrare tranquillamente in No-New York, ma si può dire che al di là dell’indubbio valore storico questa sia una collezione di tracce dedicata per lo più ai veri cultori, che nel caso farebbero bene a muoversi subito, dato che come già accennato, la raccolta è uscita solo su vinile e in tiratura limitata.

PS: Se ve lo state chiedendo, “Ongaku” in giapponese vuol dire “musica”.

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