Egida Aurea: Derive

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Gli Egida Aurea, gruppo genovese dedito a sonorità di matrice neo-folk formato da ex-membri dei Recondita Stirpe, pubblicano “Derive”, il loro terzo lavoro dopo il mini Storia di una rondine (2007) e La mia piccola guerra (2010).Il progetto degli Egida Aurea ricorda da vicino quello dei concittadini Ianva, c’è la stessa attenzione nel recupero della migliore tradizione del cantautorato italiano (il genovese Fabrizio De Andrè in primis) e grande cura viene riservata ai testi, tutti scritti dal bassista Diego Banchero (già membro di band di culto dell’underground oscuro italico come Il Segno del Comando e Malombra), che risultano molto poetici e incisivi nell’evocare la decadenza e l’ipocrisia della nostra società attuale.

Il disco necessita di alcuni ascolti prima di essere apprezzato pienamente ma è sicuramente un ottimo lavoro, molto ispirato e senza momenti deboli. La componente marziale è ormai assente e la formula di unire neo-folk e folklore italiano si dimostra vincente. Carolina Cecchinato canta quasi tutte le tracce mentre la strumentazione mette in gran risalto le chitarre acustiche e la fisarmonica. Brani come “Il forziere dei ricordi”, “Trasformista”, “Vestale”e “La prigionia” sono indubbiamente dei piccoli gioielli di neo-folk italiano impreziositi da liriche profonde e mai banali che riportano alla mente gli splendori di un album come Italia: ultimo atto degli Ianva. La trascinante “Odore di benzina”, con l’ospite Vinz Aquarian dei progster Ballo delle Castagne al moog, è invece il pezzo prog del disco che si conclude con l’evocativa e intensa “L’ardente fiaccola della ragione”. Bella e raffinata anche l’immagine della copertina. Derive è anche la dimostrazione dell’esistenza di una via italiana al neo-folk e piacerà sicuramente a chi ama gruppi come i già citati Ianva, i Roma Amor, gli Spiritual Front, i Camerata Mediolanense e gli Hautville.

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