Trust: Trst

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Non molto tempo dopo l’uscita dell’album degli Austra, già visto su questo sito http://www.versacrum.com/vs/2012/01/austra-feel-it-break.html, Maya Postepski con Robert Alfons partecipa al progetto Trust, il cui disco di debutto, Trst, rappresenta un altro colpo ben centrato. Ancora una volta parliamo di revival synth-pop nello stile dark degli anni ’80, ma non si tratta di fumo negli occhi, il risultato è proprio ineccepibile: un’idea musicale semplice, quasi minimale – synth e drum machine – crea qui suggestive atmosfere gotiche con un ritmo crescente dai primi pezzi in poi. Già “Shoom”, il brano iniziale, rende bene il concetto: suoni electrodark molto oscuri, voce cantilenante. In “Dressed for Space” il ritmo incalza e il ricordo va, per fare un nome a caso, ai vecchi Clan of Xymox; lo stesso dicasi per “Bulbform” dove però l’arrangiamento è più martellante e rivela l’anima più tenebrosa degli ‘Eighties’. “The Last Dregs” suona ossessiva e un po’ decadente, a rievocare canzoni che, emozionandoci, abbiamo ballato. “CandyWalls”  è uno degli episodi più felici del disco: uscito in precedenza come singolo, ha toni malinconici e meditativi ad accompagnare un cantato languido e introspettivo. In ”F.T.F”, poi, compare la voce femminile e il registro si avvicina ai già nominati Austra, mentre “Chrissy E” ha una gradevolissima base con grappoli di note synth. L’album si chiude con “Sulk”, altro gioiellino dark dal sapore vintage e romantico. L’unico vero neo di questo lavoro veramente valido? L’immagine a dir poco sgradevole in copertina!

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