Disappears: Pre Language

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Terzo album per i Disappears, ovvero Brian Case,  Steve Shelley (ex Sonic Youth) alla batteria definitivamente al posto di Graeme Gibson, Jonathan Van Herik e Damon Carruesco, americani di Chicago, attivi dal 2008. In bilico fra l’indie, il garage e il post-punk, ma con un’attitudine ‘oscura’ che li rende meno ovvi di altre cento mila bands della loro provenienza e formazione, rilasciano ora un disco che sembra in un certo senso voler mettere scolasticamente in pratica tutto quanto imparato dai generi di riferimento e in più dai Sonic Youth, la cui influenza è ora – magari non a caso – più presente. La prima traccia “Replicate” inizia con una chiara citazione di “Leaders of Men” dei  Joy Division ma, mantenendo un suono piacevolmente ‘vintage’, continua decisamente più ‘acida’: a mio avviso uno dei brani migliori. Segue la title track, gradevole pezzo post-punk che attesta ancora una volta il debito con l’Inghilterra, stavolta con i The Fall. “Hibernation Sickness” ostenta un suono già più elettrico e sporco. Da “Fear Of Darkness” in poi le influenze sono così numerose – per fare un esempio a caso, i The Fall ed i Sonic Youth – che comincia ad aleggiare una sensazione di già sentito che non abbandona più l’ascolto, nonostante non manchino episodi gradevoli come “All Gone White”o “Joa”, elettrica e tirata, in cui il canto si fa urlo. Si attendono sviluppi…

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