We Have Band: Ternion

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Il trio inglese We Have Band, composto da Thomas WP, la moglie Dede WP e Darren Bancroft, è ora giunto al secondo album. Distintosi nel 2010 per un disco, WHB, che mirava, in verità con poca inventiva, a rinverdire i fasti del synth-pop più leggero e ‘danzereccio’, con questo Ternion si sposta con una certa decisione verso un suono più dark e cupo, con testi più curati ed impegnativi e la buona produzione di Luke Smith,  e i risultati sono piuttosto apprezzabili. La prima traccia è “Shift”, che già mostra i sintomi del cambiamento di rotta: il sound è oscuro e solenne ed i toni vanno in crescendo, sostenuti da una sorta di coro in sottofondo che conferisce un’atmosfera inquietante. “After all”, più ritmata e melodica, risulta decisamente più accattivante e più vicina allo stile Depeche Mode. “Where Are The People”, uno degli episodi a mio avviso più deboli, rappresenta una concessione al pop più leggero; lo stesso potrebbe dirsi di “What’s Mine, What’s Yours” che viene però ‘salvata’ da un estroso finale. La situazione si riequilibra con “Visionary”, più ricercato e caratterizzato dal bel basso alla New Order. “Tired Of Running” rimanda chiaramente agli Editors dei tempi moderni, mentre “Watertight” è una brano ‘dance’ di una certa classe con una suggestiva alternanza vocale fra Darren Bancroft e Dede WP. “Pressure On”, infine, nel suo lento e sognante incedere, è un bel pezzo quasi sperimentale, come il primo piuttosto solenne, forse addirittura troppo serio per un album che mira ad un certo impegno ma, nel complesso, resta un ascolto più che altro rilassante.

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