Marie Corelli: La vita eterna

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Gargoyle Books ci ‘riprova’ e, dopo Vendetta!, pubblica un secondo libro di Marie Corelli grazie al quale abbiamo l’opportunità di conoscere un nuovo aspetto di una scrittrice davvero eclettica. Stavolta viene esplorato un territorio differente: non abbiamo più, infatti, il tipico romanzo gotico, ma ci spostiamo nell’ambito dell’esoterico e del sovrannaturale, avvicinandoci così a tematiche che stavano molto a cuore alla Corelli. La vita eterna, il cui titolo originale è The Life Everlasting; a reality of romance, che  risale al 1911, è un’opera peculiare, diretta soprattutto a chi sia interessato all’occultismo ed alle forme del misticismo occidentale: è lecito supporre che essa contenesse per la maggior parte quelle che erano le convinzioni della stessa autrice, tanto è vero che la protagonista del libro – della quale non sappiamo assolutamente nulla, neanche il nome – parla in prima persona e si esprime, raccontando la propria vicenda, con tutta la passione ed il trasporto di chi affronta temi cui tiene profondamente. In particolare, la scrittrice sembra qui voler conciliare la fede cristiana con le sue idee in merito alla metempsicosi o all’influenza astrale. Nel romanzo si parla infatti in abbondanza di immortalità, visioni e reincarnazioni da un’epoca all’altra e, addirittura, si ipotizza la possibilità di raggiungere uno stato di eterna giovinezza: per quanto queste teorie siano difficilmente accettabili in un’epoca dominata dalla razionalità come la nostra, il loro interesse è legato alla personalità originale dell’autrice, davvero evoluta ed insolita per il suo tempo. La Corelli, infatti, si occupò spesso di religione, misticismo, stregoneria e paranormale: anche in altre opere, affrontò argomenti complessi e singolari, come in Ziska, la strega delle piramidi, tradotto l’anno scorso da Castelvecchi Editore, in cui i temi sono, ancora, reincarnazione e trasmigrazione dell’anima; altrove si ritrova il tema dell’eterna giovinezza o anche teorie legate più propriamente alle scienze naturali.

La trama del volume è assai semplice: la protagonista viene invitata a bordo dell’imbarcazione di Morton Harland, suo fugace conoscente, per una crociera. A malincuore accetta e viene in contatto con la figlia di costui, il loro medico di famiglia e qualche altro personaggio: trattandosi di gente culturalmente molto diversa, ella non riesce ad instaurare delle buone relazioni; ma proprio quando sta per decidere di abbandonare la compagnia, incrocia la loro strada un bellissimo yacht di proprietà del misterioso Santoris, con il quale ella sente immediatamente di avere un legame speciale. Non si tratta di un improvviso colpo di fulmine: il rapporto che incorre fra i due non è così banale, ma esiste da un tempo lunghissimo ed ha resistito attraverso svariate epoche trascorse senza che, purtroppo, esso abbia avuto il giusto coronamento. Entrambi i componenti di questa singolarissima coppia sono seguaci di una sorta di credo psichico che, pur non ponendosi affatto in antagonismo con la fede religiosa, include una serie di teorie che essa normalmente non contempla: 1) ogni essere umano è dotato di un’anima immortale che attraversa indenne ogni tempo; 2) le anime sono destinate a ‘viaggiare’ in coppia, completandosi come le due metà di un intero, per cui, quando due di loro si uniscono in questo ‘cosmico’ legame amoroso, non dovranno più essere separate; 3) l’immortalità dell’anima si rispecchia anche sul corpo e dunque, se ogni individuo obbedirà alle sacre leggi che governano l’umanità, la morte non avrà il sopravvento su di lui e la salute e la giovinezza rimarranno integre: la morte, per altro, non dovrà essere temuta come la fine di ogni cosa ma considerata semplicemente una specie di cambio di status. E’ ovvio che tali opinioni destano più che altro disapprovazione nella compagnia in cui i due si trovano e sono destinate a restare incomprese. All’interno del gruppo in crociera le discussioni si susseguono, talvolta in modo febbrile, e si cerca in tutti i modi di mettere in crisi – senza riuscirvi! – le idee della protagonista che, oltre ad essere in netta minoranza, è anche una donna e dunque soggetta ad essere sminuita: la Corelli che, come si accennava, nel libro esprime il proprio credo, riesce ad illustrarlo in modo da farlo diventare magari non convincente, ma utile come base per promuovere – è inevitabile! – la riflessione

Marie Corelli

su temi di notevole portata. A tale proposito è piuttosto illuminante il Prologo dell’autrice che, in forma decisamente un po’ complessa, fornisce indicazioni ‘dottrinali’ per il lettore: “Nello studio del lato psichico della vita, bisogna comprendere chiaramente che c’è uno spirito vivente in ognuno di noi, uno spirito le cui capacità non sono limitate e per il quale non esiste ambiente sfavorevole. Le sue capacità sono infinite quanto Dio e il suo ambiente è creato dallo Spirito stesso…” E’ ovvio che nell’universo dominato da un tale spirito non può esserci posto per la morte.

Dopo il suo incontro con la sua mistica ‘metà’ la protagonista decide di affinare la propria preparazione e conoscenza per poter raggiungere lo stesso grado di perfezione dell’amato; a tale scopo si reca in un misterioso convento, finora interdetto alle donne, guidato dall’enigmatico maestro Aselzion. Lo studio delle discipline psichiche si rivelerà durissimo e costellato di impressionanti visioni – qui si ritrova l’attitudine più propriamente ‘gotica’ della Corelli! – delle quali però la protagonista riuscirà a venire a capo grazie alla forza della sua fede. Questa seconda parte dell’opera risulta davvero affascinante per l’intensità ed il pathos delle ‘allucinazioni’, descritte con il linguaggio ricco, quasi barocco, di cui l’autrice – come già si disse a proposito di Vendetta! – sa così mirabilmente servirsi: colori forti e forti sensazioni per una scrittrice di cui si sta finalmente cominciando a riconoscere la modernità.

Marie Corelli, “La vita eterna”, Gargoyle Books 2012, pag.357, € 18,00

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