John Ajvide Lindqvist: Muri di carta

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Viene finalmente pubblicato anche qui in Italia Muri di carta di John Ajvide Lindqvist, sorta di Stephen King svedese con alle spalle tre romanzi di cui almeno due – Lasciami entrare” e L’estate dei morti viventi – sono davvero di ottimo livello ponendosi nel segno di un gotico scandinavo.

Nato nel 1968 e cresciuto a Stoccolma nel quartiere di Blackberg, Lindqvist è autore per la televisione e di testi teatrali oltre ad aver fatto in passato il comico e il prestigiatore. Il suo primo best-seller Lasciami entrare è ambientato appunto a Blackberg ed è una cupa e struggente storia di vampiri, adolescenza e iniziazione con protagonisti gli indimenticabili bambini Oskar ed Eli. Da questo libro sono stati tratti ben due film di grande successo – il primo e ottimo di Thomas Alfredsson, film forse un po’ lento ma non privo di fascino, seguito dal recente remake americano di Matt Reeves.

In realtà Muri di carta non è il suo nuovo libro ma il terzo in quanto è stato pubblicato nel 2006 in Svezia. Si tratta di una raccolta di undici racconti il cui pezzo forte è sicuramente “La soluzione finale”, capitolo conclusivo de L’estate dei morti viventi che rende il libro imperdibile per tutti quelli che avevano apprezzato quel romanzo in cui i protagonisti erano gli zombies. I racconti qui presenti sono tutti di buon livello – eccetto “Poterti abbracciare a tempo di musica” che ho trovato frettoloso e incomprensibile – e sono ambientati in una grigia realtà quotidiana in cui quasi sempre si fa strada il soprannaturale.

Oltre al citato “La soluzione finale”, quasi un romanzo breve o racconto lungo con atmosfere che ricordano Lucio Fulci – regista molto apprezzato dallo scrittore svedese – le migliori storie mi sono sembrate “Confine”, in cui una donna “diversa”, sfigurata da un incidente e dotata di un incredibile sesto senso scoprirà infine la sua vera natura all’interno dei boschi, e “Eterno/Amore”, una commovente vicenda di amore e morte in cui si parla di eternità e della fugacità dei sentimenti umani.

“Villaggio in altezza” è invece un racconto horror molto forte in cui un edificio inizia a muoversi inspiegabilmente. La causa del fenomeno sarà infine scoperta e rivelerà una realtà aliena orribile e agghiacciante. In “Lasciamo morire i vecchi sogni” ritroviamo Oskar ed Eli, i protagonisti di Lasciami entrare. Viene rivelato il destino dei due bambini anche se la vicenda resta sullo sfondo e non si può parlare di un vero e proprio seguito. In realtà il grigio quartiere di Blackberg e la sua truce storia di vampiri viene riecheggiata anche in “Villaggio in altezza” ma anche qui si tratta solo di vaghi cenni. “La supplente” è un altro racconto horror inquietante che rivela l’esistenza dell’orrore e dei mostri che si celano nel reale mentre “Muri di carta”, che dà il titolo alla raccolta, è esemplificativo della poetica di Lindqvist: si parla di tutto ciò che di oscuro e ignoto si cela al di là dei fragili muri di carta che erigiamo per proteggerci. “Majken” è un’altra efficace novella dove non c’è però traccia di soprannaturale: si narrano le vicissitudini di un’anziana pensionata che si fa coinvolgere, apparentemente in modo ingenuo, in una cerchia di persone che fanno furti ai grandi magazzini e dove emerge l’esistenza di una quotidianità squallida e desolata. E’ forse questo il vero orrore di cui ci parla Lindqvist? Chiude il volume un’interessante postfazione dell’autore.

In attesa del suo nuovo vero libro non resta che godersi questi racconti pregni di un’atmosfera rarefatta e raffinata che non mancheranno di coinvolgere e far rabbrividire il lettore.

John Ajvide Lindqvist “Muri di carta”, Marsilio 2012, 477 pagine – Euro 18,50

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