Marilyn Manson: Born Villain

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Mentre la fama di Marilyn Manson svanisce di giorno in giorno il nostro continua invece a sfornare dei buoni album. Già il precedente The High End of Low era ottimo e anche questo Born Villain non è davvero niente male. Evidentemente il ritrovato affiatamento con Twiggy Ramirez è stato salutare, visto che i 13 pezzi del CD (se si escludono i bonus) sono davvero tutti solidi. Non ci sono cedimenti, passi falsi e pacchianate: il tutto suona molto diretto e oscuro, con delle belle sonorità industrial-metal abrasive ed efficaci. Born Villain non è comunque un album difficile, anzi. C’è sì qualche episodio più heavy (“Murderers Are Getting Prettier Every Day”) ma sono anche presenti pezzi abbastanza orecchiabili e radiofonici, in primis l’accattivante singolo “No Reflection”, per cui è stato girato un bellissimo video, la quasi glam “Slo-Mo-Tion” o “Pistol Whipped”, con la sua base elettronica. Non mancano poi delle aperture melodiche (si ascolti il ritornello di “Lay Down Your Goddamn Arms” o “Children of Cain”) la cui dolcezza viene smorzata dalla ruvida voce del Reverendo. Ovviamente è nei pezzi più oscuri che il nostro dà il meglio di sé: “Overneath the Path of Misery”, dal sapore industrial, e soprattutto “The Flowers of Evil” e “Children of Cain” sono infatti splendide.
Certo, uno in Born Villain ci ritrova una summa dei momenti migliori della discografia del nostro (e non solo dei suoi: ditemi se la melodia di “Breaking the Same Old Ground” non vi ricorda “A forest” dei Cure…): talvolta l’album suona un po’ una specie di best-of o se preferite un “taglia & incolla” dei brani del suo primo periodo (fino al seminale Antichrist Superstar per intenderci). Visto però che la qualità è alta possiamo anche non andare troppo per il sottile e gustarci l’ascolto dell’album senza troppe analisi.
Si diceva che la fama di Manson è decisamente in fase calante: Born Villain è infatti la sua prima opera uscita per un’etichetta indipendente (la Cooking Vinyl) dopo che la major Interscope lo aveva licenziato visti gli scarsi risultati commerciali dell’album precedente. Born Villain ha avuto tutto sommato una buona accoglienza nelle charts di tutto il mondo, ma sicuramente non paragonabile con i risultati dei dischi del passato. Nel tour attuale che lo sta portando in giro in tutto il mondo poi, Marilyn Manson sembra presentare pochi pezzi di questo nuovo CD e preferisce andare sul sicuro proponendo una scaletta con suoi brani più famosi.
Oggigiorno Manson sembra essere diventato prigioniero della sua immagine: ha puntato il tutto per tutto sulla “provocazione” e ora che, necessariamente, non sciocca più nessuno, in molti hanno perso interesse anche per la sua musica. E questo, a sentire Born Villain, è davvero un grosso peccato!

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