Splatters: Fear of the park

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Prendiamo coraggio e varchiamo il cancello… Affidare gli Splatters al riformatorio gestito da Wednesday 13 potrebbe rivelarsi mossa di comodo, un tanto per levarsi di torno degli sbarbatelli disadattati che nemmeno la corpulenta Assistente Sociale di quartiere vuole custodire. Chi li ha visti aggirarsi fra i vialetti del parco giuochi dice, ma lo fa sottovoce, che siano dei tipi non proprio raccomandabili, con questa luce malaticcia poi… Ragione santissima, come pure è vero che i quattro sanno far da sé senza che vi sia necessità di alcun accompagnatore, per lo meno dal punto di vista musicale. Fear of the park è disco di horrorifico punk’n’roll con venature street e vagamente kissiane a grattuggiare brani convincenti e coinvolgenti. Un po’ per la voce vagamente a la Gene Simmons di Drow, un altro per una sana attitudine alla melodia spalmata su ritmiche sovente tirate, mai però allo spasimo, eppoi velate citazioni all’Alice Cooper più incisivo (ecco il vero Maestro di tutti!), ecco che più ci si addentra nel purulento e grondante plasma concept visuale e sonoro di Fear of the park, più ci si trova coinvolti nostro malgrado nell’assurdo scherzo architettato dai nostri, in un immaginario (ma forse non troppo), immenso parco dei divertimenti ove l’ingresso è certo, l’uscita decisamente meno (sopra tutto intieri…). Dieci tracce più intro che palesano una sana attitudine allo humor nero pece, fra ottovolanti impazziti, strani pagliacci dalle tute macchiate di sangue, zucchero filato dal colore dubbio distribuito col ghigno agghiacciante che deforma il bitorzoluto volto di una zelante vecchina stretta in un abitino da vedova beghina (che fine avrà fatto il povero consorte?). Fra le migliori del lotto, “Killer clown”, “Hope” dall’incipit vagamente grungiano, “Sinner in heaven”, “Minotaury” e la conclusiva, eccellente e disillusa “Dark way”, fra sangue a secchiate, ossa sparpagliate in ogni dove e brividi di sano terrore. Che sia incubo o realtà? Questo è davvero un atroce dilemma, Fear of the park però esiste davvero, basta inserirlo nel lettore ciddì e schiacciare il tasto play. Se poi le casse esploderanno…

Per informazioni: www.facebook.com/splatterss
Web: http://www.atomicstuff.com
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