The Other: The Devils you know

0
Condividi:

Formuletta semplice semplice: punk horrorifico a velocità sostenuta. The Other non si pongono eccessivi patemi circa la direzione da seguire, ci pensa poi il titolato producer  Waldemar Sorychta (googolate alla ricerca della impressionante bio che vanta, se non lo conoscete) ad ispessire la proposta di un gruppo che risulta alquanto indebitato nei confronti dei Misfits, ma che comunque dimostra di saper ben destreggiarsi in un ambito che gli è sicuramente congeniale. Così la sparatissima “”Take you down” si accompagna ad episodi più rallentati ed anthemici quali “Fire from outer space”, ma un buon livello lo raggiungono, senza mostrar patemi di alcun genere, pure “Fright night”, “Puppet on a string”, “Nice day for a funeral” (!) ed “Hell is a place on earth” (fra le mie preferite, con una bella porzione cadenzata davvero goth), con il singer Rod Usher a far riecheggiare tra le sale damascate di drappi neri la voce stentorea del miglior Dave Vanian che fu (e che l’età e gli stravizi hanno definitivamente rovinato…). The Devils you know viene pubblicato da una di nuovo in ottima salute SPV in formato normale, ma pure in edizione speciale in ellepì doppio e volumetto illustrato allegato. The Other non sono nuovi a simili iniziative: se il loro primo comic book “Tales from teh other” venne prodotto da una misconosciuta casa editrice specializzata in horror tales, la quarantina di paginette delle quali consta il sequel  “The Other – the curse of the cult” hanno il patrocinio della Panini, la quale ha in catalogo, oltre che ai celeberrimi albi di figurine sportive, i marchi DC, Marvel, Star Wars e gli adattamenti delle novelle di Stephen King. Nell’attesa che il prossimo Halloween si compia il decennale del combo, trucchiamoci da zombie e scendiamo in strada cantando “In the shadows”, importunando gli intenti all’aperitivo quotidiano, magari perderemo qualche amico che ci disconoscerà, ma almeno celebreremo come dovuto The Devils you know (voglio chiosare citando la bella “Ewigkeit”, degnissima ballata darkettona, giuro che sarà la colonna sonora della mia prossima salita in Austria!).

Condividi:

Lascia un commento

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.