Alien Hand Syndrome: The Sincere and The Cryptic

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The Sincere and The Cryptic, album di debutto degli Alien Hand Syndrome, gruppo austriaco di Vienna, si presenta con un inquietante booklet raffigurante macabre e raffinate immagini – fra cui due gambe poste di fronte un tavolo di legno con appoggiato sopra un teschio, un busto senza testa e ancora delle gambe su una sedia con una mano che fa oscillare un ragno legato ad una corda – che evocano un immaginario di morte, dissoluzione e assenza di speranza in puro stile dark e decadente.

Musicalmente il disco si colloca in un’area musicale che abbraccia il suono alla Placebo, il vecchio gothic-rock dei Sisters of Mercy, l’elettronica alla Depeche Mode e l’industrial. Peccato che il risultato di così tante influenze, invece di essere stimolante, sia deludente e senza mordente: si va da inconsistenti ballate dark come “A new day” e “The Evil and the Lovelorn” a pezzi in cui ci sono incursioni in territori gothic-metal come nella title-track. “Raison Raison” è un pezzo elettronico “easy”  che non lascia traccia mentre “Guernica” è un brano electro-dark debole. Non convince la voce del leader Clemens Engert, monotona e senza pathos. In “The Incredible Withheness” c’è la presenza della voce femminile di Erynnia ma questo non risolleva le sorti del pezzo che, come tutto l’album, resta ancorato a una mediocrità senza via d’uscita. Il problema degli Alien Hand Syndrome è la mancanza di originalità: il loro suono è uguale a quello di molti altri gruppi e non lascia il segno denotando anche una certa confusione. Non basta evocare immagini tetre e decadenti e atteggiarsi nella parte dell’artista sofferente e maledetto per riuscire a creare un buon prodotto artistico. Disco in sostanza trascurabile.

La versione del download tramite iTunes ha due pezzi come bonus.

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