Gioventù Suicida Studentesca: Musiche per un popolo all'ultimo grido

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Esce per la Desert Factory in un’edizione limitata di 500 copie Musiche per un popolo all’ultimo grido, secondo disco di Gioventù Suicida Studentesca, gruppo italiano di Emanuele Ratti (già noto per il suo progetto dark-ambient Aethere) dedito ad oscure e abrasive sonorità death-industrial.

Si tratta di un album senza compromessi, nel segno di un death-industrial cupo e apocalittico che ha i suoi riferimenti in gruppi di culto – fondamentali nella storia di questo genere – come i grandi Brighter Death Now, i Genocide Organ e i mitici Atrax Morgue del compianto Marco Corbelli.. Il suono evoca l’Apocalisse culturale e morale che stiamo vivendo qui in Italia attraverso pezzi dissacranti e corrosivi con titoli come “Sgarbi Electronic Mafia” , “Corona contro tutti” e “Welby mon amour”. In queste tracce vengono utilizzate le voci filtrate di questi personaggi pubblici che, associate ai corrosivi loop di Gioventù Suicida Studentesca, assumono un inquietante significato simbolico. In “Sgarbi Electronic Mafia” la voce provocatoria del noto critico d’arte viene enfatizzata dagli arrangiamenti percussivi mentre “Welby mon amour”, che tratta il tema dell’eutanasia, riesce ad essere un brano nichilista e disperato nella sua tetra evocazione di una fine ineluttabile dove regna solo il dolore e l’assenza di qualsiasi speranza. Non manca, in questa evocazione nichilista della fine e della distruzione, un approccio sarcastico e cinico. Nel devastante magma noise del disco, molto aggressivo e senza un attimo di tregua, emergono scheletriche le macerie della nostra civiltà.

Musiche per un popolo all’ultimo grido è indubbiamente un album interessante che i cultori del death-industrial più cupo e duro non dovrebbero farsi scappare.

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