Ellipse: Verlorene Zeit

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Verlorene Zeit è il terzo album del progetto Ellipse fondato da Maximilian Wall: esso si situa nell’area elettronica in prossimità di un industrial a volte duro e graffiante, a volte più melodico, che trova comunque affinità con Combichrist, Skinny Puppy, Das Ich, Blutengel e Die Krupps. Si tratta di un lavoro decisamente interessante, una sorta di concept album che analizza diverse situazioni della vita quotidiana nelle quali il tempo viene perso: in esso domina un’atmosfera oscura e inquietante dove, oltre alle sonorità elettroniche, si apprezza anche la presenza di ampie parti di chitarra che creano un impasto davvero particolare. Si inizia con “White angel”, grazioso brano – appunto – tutto synth e chitarra con una ritmica piuttosto intensa; segue “Ich Weiß nicht mehr, Wer Ich Bin” che esordisce martellante come nella migliore tradizione industrial e prosegue aggressivo e coinvolgente introducendo a spezzare brevi intermezzi di synth. “Zeitmaschine”, una traccia di nuovo tutta gestita fra tastiera e chitarra, è uno degli episodi più validi, insieme a ”Herzwalzer”, melodica, decadente e tutt’altro che leggera, con un’atmosfera squisitamente tedesca. “Bleib Bei Mir”, dove il riff alla tastiera risulta ancora riuscito ed accattivante, si sposta invece in territorio dance. Le traccia successiva, “Wir Schaun uns Dumm” è molto più marcatamente industrial, come pure “Fakeland” (Feat.Pain Level, altro progetto collaterale del nostro), alquanto violenta ed abrasiva, mentre la title track suona ammorbidita anche per la voce femminile – Serathina – che compare anche in altri pezzi. Nel complesso, un lavoro di livello più che dignitoso il cui ascolto non è decisamente una perdita di tempo.

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