Verdiana Raw: Metaxy

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Verdiana Raw è una musicista e cantautrice di casa nostra. Dal 2010 è attiva con Antonio Bacchi – basso elettrico, basso e bow guitars – e Fabio Chiari – percussioni – in un progetto finalizzato ad una musica che, in verità, non è possibile attribuire ad un genere preciso. Metaxy è il loro primo album ed è una testimonianza preziosa di come la nostra scena musicale possa essere feconda e stimolante e fornire prodotti di gran valore e di livello internazionale. La musica dei Verdiana Raw è qualcosa di unico: se un primo ascolto richiama alla memoria la tradizione ethereal dei Dead Can Dance, un secondo trasmette gli stessi brividi della migliore Diamanda Galas e un terzo, poi, ti proietta nell’atmosfera solenne dell’opera classica. Il risultato è sonorità speciali, suggestive e inusitate, spesso oscure e misteriose, mai facili, anzi piuttosto inquietanti. Il piano e la voce, ricca di ombre e sfumature, sono in primo piano, ma non mancano efficaci inserti di chitarra a cura di Bacchi, che modernizzano un suono altrimenti dominato da un gusto molto classico, talvolta arcaico.

Questa impostazione emerge già nella lunga “Intro”, in cui note purissime di chitarra fanno da sfondo alla voce che già si percepisce di  impressionante ampiezza e ricca di molteplici registri. “Dining Alone”, ci fa davvero ‘assaggiare’ il piano, che introduce con note leggiadre ma solenni ed accompagna una melodia complessa che il canto impostato sostiene stupendamente. “Big Eyed Dog”, presente anche nella compilation Noi(se) per l’Emilia, è una delle tracce più cupe ed enigmatiche e vaga sul confine tra il folk ed il tribale; “The Japanese Garden”, invece, pare proprio un brano d’opera con bellissimi accordi di piano in sottofondo e la voce in purissima elevazione. “Escaping from the Guards, Ascending to the Moon”è minimale e gotica, ricca di echi misteriosi ed impressionanti, mentre “Corvus Psyché” che alterna parole quasi parlate a un canto intenso su suoni ambient tesissimi, sembra un viaggio fra gli incubi della mente. “Headless Baby Bitch”, bellissima melodia dal sapore decadente, con i curiosi accordi di piano e la voce potente e varia – a tratti suona quasi virile! – evoca antiche e fumose atmosfere teutoniche da primo Novecento. Metaxy è un disco prezioso: chi saprà abbandonarsi all’ascolto ne riceverà nutrimento per la mente e per il cuore. Poiché, come è noto, nei concerti la musicista sperimenta, oltre che con la musica, anche con arti visuali e movimento del corpo, non possiamo che augurarci di assistere presto ad una delle sue performances.

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