In Libro Veritas Festival

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Verdiana Raw: Foto di DJ Lovv (Daniele Mucci)

Sabato 1 Settembre ha avuto luogo presso il Teatro Tempio di Modena un evento organizzato dall’associazione culturale La Rose Noire, In Libro Veritas, che ha visto diversi gruppi esibirsi dal vivo per una nobile causa, dato che gli incassi della serata sono stati devoluti alle biblioteche della provincia di Modena colpite dal terremoto. La presenza di 8 gruppi italiani, tra cui RosaRubea, Roma Amor, Verdiana Raw, oltre alle finalità della manifestazione, ha reso ancor più interessante questo appuntamento, organizzato con il patrocinio del comune di Modena.

Il programma prevedeva lo svolgimento dei concerti nel cortile del Teatro Tempio; il maltempo ahimé, non ha consentito che l’evento si tenesse all’aperto ed ha portato gli organizzatori a predisporre l’area per i concerti in uno spazio riparato a fianco del cortile stesso. Nonostante l’assenza di un palco vero e proprio (i gruppi hanno suonato di fronte ai presenti, senza un livello rialzato), ciò non ha comunque impedito a chi ha suonato di regalare buona musica ed emozioni ai presenti. Alcuni inconvenienti tecnici si sono inevitabilmente verificati durante la serata, visto il cambio di location forzato, ma almeno per il sottoscritto sono passati in secondo piano, avendo la musica preso il sopravvento grazie a gruppi che si sono dimostrati davvero bravi e professionali. Unica eccezione i Rosa Rubea: i problemi tecnici hanno purtroppo consentito ai presenti di ascoltarli solo per una manciata di minuti, ma di questo parlerò più avanti.

Il festival prevede l’esibizione di ben 8 gruppi (originariamente 9, considerando anche La Tosse Grassa, che non hanno suonato) per diversi generi musicali: ethereal, folk, industrial… Alcune delle bands in programma le conoscevo solo di nome (L’Effect C’est Moi), altre non le conoscevo proprio (Family Portrait, Aedi, Belthane); una serata insomma dove ho potuto rivedere gruppi già conosciuti e scoprire nuove realtà, alcune delle quali veramente degne di nota. Ovviamente, con così tante bands in programma, la durata dei live non è stata elevata, ma in un festival come questo è stato comunque stato il carattere benefico dell’evento ad essere in primo piano. L’affluenza purtroppo non è stata elevata, ma il maltempo credo abbia scoraggiato e non poco la presenza di molte persone.

I Belthane, primo gruppo in programma di questa kermesse, propongono un celtic folk piacevole all’ascolto. Brava la cantante, ben supportata dall’altro componente al piano. Visto il genere proposto ed anche soprattutto per le parti vocali, una certa Lorena McKennitt mi affiora alla mente durante le canzoni eseguite dal duo.

Dopo i Belthane è la volta di Verdiana Raw, che dopo aver visto recentemente ad un altro festival, riesco a rivedere anche in questa cornice. Il rumore della pioggia che cade durante l’esecuzione di alcuni pezzi nel cortile a fianco ben si sposa con l’atmosfera, le melodie e la voce della cantante/pianista, ben supportata da altri due musicisti alla chitarra e alle percussioni. Tra i pezzi eseguiti, su tutti “Dining alone” e “The Japanese garden”, ma è l’intero concerto, sia per il genere proposto – tra i miei preferiti – che per la bravura di Verdiana, che mi è piaciuto molto. Per il sottoscritto una bella conferma.

Dopo sonorità ethereal si passa all’electro pop dei Family Portrait. Il gruppo, composto da tre elementi, propone una buona musica e qualche problemino tecnico non toglie niente alla loro esibizione. Testi in italiano, alcuni dei quali veramente molto belli – cosa non da tutti questa – e chitarra ad arricchire il sound delle canzoni in diversi brani; brava la cantante e molto simpatica nel suo modo di porsi nei confronti del pubblico. Una band che mi auguro di rivedere presto dal vivo.

Uno dei concerti più attesi era quello dei Der Feuerkreiner. Uno di quei gruppi, come ci ricordano gli organizzatori della serata durante il cambio di palco, che riscuote maggiori consensi al di fuori dell’Italia. E non è l’unico, si potrebbero citare molti altri esempi di bands validissime che hanno maggior seguito all’estero che non nei confini nazionali. Avevo già visto dal vivo il gruppo di Federico e Valentina diversi anni orsono, con il ricordo di un bel concerto. Ed anche a Modena non deludono: band in forma ed affiatata; percussioni, suoni industriali, atmosfera, per un live set breve ma intenso. Due componenti di L’Effet C’est Moi (gruppo che si sarebbe esibito in seguito) – rispettivamente per tastiere e batteria – si uniscono al duo per un paio di brani, arricchendo ulteriormente il sound. La band si congeda tra meritati applausi.

Ed è l’ora di L’Effet C’est Moi, gruppo marchigiano autore di una sorta di martial industrial. L’impressione che ho avuto sulla loro performance è stata buona: li ho trovati originali ed hanno proposto una musica piacevole. Per il sottoscritto, ma qui parlo di gusti prettamente personali, un concerto costituito da soli pezzi strumentali, per quanto ben suonati, può talvolta essere stancante ma non è stato questo il caso.

Mi ha fatto molto piacere rivedere i Roma Amor, band che apprezzo molto sia su disco che in versione live. Per motivi tecnici, il duo ci ha proposto esclusivamente pezzi con voci/chitarra e fisarmonica, viste le problematiche verificatesi per l’utilizzo del basso. Non per questo il concerto ne ha risentito. Brava come al solito Euski alla voce e alla chitarra. “You haven’t changed”, “ A cosa pensi”, “Les Amants de Saint Jean”, tra i pezzi eseguiti. Dal loro ultimo 17.3, appena uscito, propongono una bella “Love to say goodbye for”. Gran bel concerto il loro.

Con Aedi si passa ad una una sorta di rock indipendente/crossover, genere musicale che non rientra propriamente tra i miei preferiti. Seguo comunque il concerto e devo dire che il gruppo propone una discreta musica per una buona mezz’ora.

Infine i RosaRubea. Come già accennato, i problemi tecnici per la band di Daniela Bedeski – voce della Camerata Mediolanense – sono sembrati fin da subito di difficile soluzione ed hanno portato il gruppo ad eseguire solamente due canzoni. Ed è stato veramente un peccato, dato che la band, come ha ricordato la cantante, aveva preparato una scaletta ad hoc per In Libro Veritas, che avrebbe avuto senso se eseguita per intero. La data sarà recuperata, stando alle dichiarazioni di chi ha organizzato questo evento, in modo da consentire ai RosaRubea di esibirsi al meglio ed in una location più consona.

In conclusione, nonostante quanto riportato sopra, si è trattato di un bell’evento: festival con così tanti gruppi validi e per giunta italiani, non sono all’ordine del giorno nel nostro paese. Un plauso a La Rose Noire, a chi a lavorato per la riuscita della manifestazione e soprattutto ai gruppi che hanno accettato di esibirsi per finalità benefiche.

Der Feurekreiner: foto di DJ Lovv (Daniele Mucci)

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1 comment

  1. Wildhoney 22 Settembre, 2012 at 16:12

    Il brutto di certi fests, è che ogni gruppo ha sempre poco tempo a disposizione per esibirsi. Difatti è stato bello riascoltare i Verdiana Raw all’opera giusto ieri sera qui a Firenze, dato che a Modena avevano potuto eseguire giusto 4 pezzi, in condizioni non proprio ottimali. Ottimi Der Feuerkreiner ed anche Roma Amor.
    Spero anch’io che la Rose Noire riesca ad organizzare presto la data di recupero ai RosaRubea.

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