Miriam Mellerin: Miriam Mellerin

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I pisani Miriam Mellerin si affacciano ora sulla nostra scena indipendente: sono giovani e ambiziosi, talmente determinati da aver rilasciato, già da un po’,  il loro disco di esordio, rigorosamente autoprodotto, come è intuibile, ma che ha dimostrato che sono pronti a uscire ‘allo scoperto’. Stiamo parlando di Diego Ruschena (voce-basso), Daniele Serrani (chitarra) e Pietro Borsò (batteria) che, tra l’altro,  al Metarock di Pisa si sono esibiti prima de Il Teatro degli Orrori, alle cui sonorità noise, in effetti, si ispirano ampiamente. Il sound è grezzo ma decisamente il trio ci sa fare: la chitarra è robusta e piena, il basso funziona e la voce di Ruschena possiede un certo carisma. Ma l’attrattiva principale sono i testi che pur densi di impegno alternano momenti poetici a tratti carichi di ironia. La prima traccia, “Parte di me”, è anche una delle più valide: struttura musicale sostenuta, testo convincente cantato con grinta, mentre Diego duetta efficacemente  con un’altra gloria a livello toscano, Diletta ‘Lady’ Casanova dei Casanovas. Qui il tributo al Teatro degli Orrori si percepisce ma con caratteristiche che la band ha reso proprie. Diletta ricompare di lì a poco in “Insetti” che, invece, fin dalle prime note, risulta molto più vicina alla musica del Teatro sia nel sound molto più noise, sia nello stile del cantato. Il secondo brano, “Made in Italy”, è un rock trascinante di grande forza, intervallato da pause quasi parlate: parole incisive, da ascoltare e considerare. Il quarto, “Trust”, è, a mio avviso, uno dei pezzi migliori: hard quanto basta, basso e chitarra che lavorano benissimo e il testo cantato in inglese funziona egregiamente. “Ostrakon” risente nuovamente dell’influenza del buon Pierpaolo Capovilla, ma “B.H.O.O.Q.” è ancora un rock bello ‘tosto’, dove i ‘ghirigori’ con la tromba di Marco Calcaprina forniscono un’originale ‘variazione sul tema’. Infine StilNovo” reinterpreta la poesia nota a tutti di Cecco Angiolieri S’ì fosse foco: un muro del suono potente e testo suggestivo, un’operazione che un po’ ricorda il  “Padre Nostro” di A sangue freddo. Con queste premesse, comunque, c’è da giurare che i ‘ragazzi’ si faranno. Per ora l’album è in streaming su Soundcloud e sulla loro pagina di Bandcamp, o si può richiedere direttamente alla band, scrivendo a [email protected]

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