Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand: The End Of The Beginning

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Torna Albin Julius – figura storica e carismatica della scena neo-folk-martial -con The End of the Beginning, il nuovo album dei Der Blutharsch and the Infinite Church of the Leading Hand. The Philosopher’s Stone e The Story about the digging of the Hole And The Hearing of the Sounds From Hell, i dischi precedenti, avevano segnato il drastico cambio di rotta musicale verso lidi psichedelici non lontani dagli Acid Mother Temples scontentando qualche vecchio fan. The End of the Beginning, fin dalla copertina, dove si possono vedere funghi magici, piante esotiche, croci e si consiglia di ascoltare la musica chimicamente alterati fa capire come ormai l’immaginario culturale di Albin Julius sia mutato e si sia avvicinato alla cultura psichedelica e ai suoi aspetti mistici e oscuri. Il sound dell’album continua così l’evoluzione sonora del gruppo verso una sorta di psichedelia dark e sembra ora maggiormente a fuoco e meno dispersivo: i riferimenti musicali si possono trovare in gruppi mitici americani dei ‘60 come  The 13thFloor Elevators e The Seeds o in un gruppo culto come gli Hawkwind. Del passato sono rimaste le ritmiche e la voce ieratica del leader che ci conduce in un viaggio mistico. Fra le tracce migliori si segnalano “Abacus”, con ospite Lloyd James dei Naevus e  “Eyes Wide Open” dove il grande Josef Dvorak – cofondatore dell’Azionismo viennese – dona al pezzo, con la sua voce da sacerdote satanico, un’aura realmente sinistra. Splendida anche la danza sabbatica “The Other end of the Bottle” che fa rivivere antichi rituali occulti mentre “Right In Your Head” è un’altra traccia da brividi con Marthynna che declama rapita un’oscura litania che ci conduce in un tempio sperduto e sconsacrato nella Foresta Nera.

The End of the Beginning è un ottimo album che, per essere apprezzato, ha bisogno di diversi ascolti ma, una volta entrati nell’universo oscuro di Albin Julius sarà difficile uscirne. A questo punto sarà molto interessante seguire la prossima evoluzione dell’artista austriaco.

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2 comments

  1. Christian Princeps 7 Marzo, 2015 at 16:18

    Mi scuso con Caesar per la correzione,ma il pezzo non è “Right your hand”(non esiste in questo album),ma “Right in your head”.Recensione comunque ottima.

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