Der Noir: A Dead Summer

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Una vera, positiva scoperta di quest’anno i Der Noir, band romana divenuta rapidamente di culto grazie a A Dead Summer: stiamo parlando di Manuele Frau, Manuel Mazzenga e Luciano Lamanna che arrivano dalla capitale offrendoci un delizioso lavoro figlio del post punk ma con molti spunti originali e convincenti. Vi ritroviamo infatti atmosfere gelide ed oscure, fatte di elettronica e ritmi minimali e nervosi, in pratica un invito a nozze per noi nostalgici e popolo dark in genere. Ascoltiamo la prima traccia, “Private Ceremony” e ce ne renderemo subito conto: cupa e misteriosa, ma la voce distaccata crea un bizzarro effetto straniante. “Done” è, se possibile, ancora più oscura: synth e basso gli elementi rilevanti ma è il canto, estremamente suggestivo, ad ammantare di note quasi tenui e venate di malinconia delle sonorità piuttosto ‘ghiacciate’. La terza traccia, “Lontano dalle rive”, è una delle due con il testo in italiano e qui quasi tutti hanno evidenziato a ragione la somiglianza allo stile dei primi Litfiba: in realtà potrebbe trattarsi anche dei primi Diaframma in quanto semplicemente ricrea l’atmosfera della vecchia New Wave italiana con un tocco di modernità che non può sfuggire; ancora una volta, poi, occorre elogiare la voce di Manuele Frau che disegna ambigue ombre e chiaroscuri. “Stranger’s Eye” è, a mio avviso, uno dei pezzi forti: bellissima melodia, onirica, quasi evanescente, che il canto pervade con ammiccante morbidezza. Anche “Oblivion” non scherza: qui il colore dominante è un pacato grigio, ma ricco di poesia e sfumature – delizioso il synth! – ed un sound molto, molto originale. Siamo a “Another day”, uscito come singolo, forse il brano più ‘pop’ dell’album. “Cosa vedo” è il secondo brano cantato in italiano, minimale ed intimista ma subito dopo la strumentale “Dead Summer” affascina con la ricchezza del suono facendo comprendere che questa musica tutto è tranne che inconsistente. Chiude “Clouds of 86”,  bellissima chitarra, la solita tenue maliconia. Insomma, i Der Noir sarebbero imitatori? Ma ce ne fossero…

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