In The Nursery: The Calling

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I gemelli Klive e Nigel Humberstone tornano in questi giorni con un altro lavoro che non potrà non sorprendere i loro fan abituali. Che i due creatori del progetto In The Nursery fossero musicisti geniali, eclettici ed inclini alla sperimentazione già si sapeva: oltre alla carriera come band di culto nell’ambito del filone dark e ‘gotico’ – non è possibile dare definizioni più precise per l’abituale varietà degli stili e delle influenze che essi mostrano – hanno anche prestato la loro musica per svariate colonne sonore. Grandi registi hanno infatti riconosciuto la loro capacità di evocare atmosfere che ben accompagnano immagini cinematografiche. Soltanto nel 2011 i nostri avevano rilasciato un piccolo capolavoro,  Blind Sound, ed eccoli con The Calling, che essi stessi considerano una sorta di ‘soundtrack’ anche se, in questo caso, non vi è nessun film, bensì letteratura. Si tratta infatti di una collaborazione inconsueta fra loro ed il noto scrittore inglese – anche lui di Sheffield, come i nostri!  – Simon Beckett, autore di thriller divenuto un po’ ovunque famoso soprattutto per la serie legata alle investigazioni dell’antropologo Dr. David Hunter: proprio tale serie ha in effetti  ispirato le musiche di The Calling. I brani sono strumentali ma, in diversi di loro, vi è la lettura, da parte di lui stesso, di passi tratti dai libri di Beckett. Ovviamente la conoscenza di questi ultimi (pubblicati in Italia da Bompiani) e la comprensione del testo recitato sono fondamentali per l’apprezzamento del lavoro svolto dagli In The Nursery, ma, al di là dei contenuti della collaborazione, resta il piacere di un ascolto che non smentisce la fama del gruppo. Già le prime note di “Tenure 1”, la prima traccia strumentale, introducono un clima pesante e claustrofobico, con un suono sommesso e cupo all’inizio che va poi riempiendosi e, scandito da un suggestivo tappeto percussivo, svela le ombre enigmatiche di un tempio. In “Final Metamorphosis” la tensione è interrotta per la prima volta dalla lettura del testo, mentre “Ensnare”, breve brano ‘filmico’, invade la mente con ‘ondate’ elettroniche punteggiate da notazioni ‘atmosferiche’. Segue un altro intervallo ‘letterario’ che non manca di far venire i brividi e l’alternanza continua in questo modo, con singoli nuclei emergenti di emozione che dominano un universo fosco di inquietudine e smarrimento: da citare, per esempio, l’ansiogena “Inhale” in cui, come se non bastassero gli echi di una vibrante tastiera, sordi colpi risuonano sui nostri nervi; oppure la toccante, onirica “Aspect Dawn” , o anche “Afterimage”, ricca, come molte altre tracce, di effetti disarmonici e ‘rumoristi’. Siamo di fronte a ciò che gli stessi In The Nursery hanno definito ‘filmic music’ e non solo perchè si adatta a fare da colonna sonora: essa, infatti, sa suscitare visioni simili ad un film ed è quindi comprensibile che il connubio con la pagina scritta o letta – che acquista così una capacità di coinvolgimento unica – riesca ottimamente. Comunque, per chi lo preferisca, il disco è uscito anche in versione strumentale.

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