Gothika: Yomi

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La band electro germanico-nipponica Gothika, attiva con questo nome dal 2007 con contatti soprattutto in Giappone, rilascia in questi giorni il suo nuovo lavoro Yomi, un titolo – guarda caso – dal suono giapponese, che contiene fra originali e remix, ben 16 tracce e con il quale la band intende consolidare la fama raggiunta in ambito  electro/goth/EBM/synthpop e chi più ne ha più ne metta. La caratteristica di questo lavoro sarebbe quella di introdurre, nelle convenzionalissime sonorità electro che sono loro abituali, qualche elemento orientale tratto da musica tradizionale giapponese: tali elementi tuttavia, non so se dipende da mia ignoranza, sono veramente difficilissimi da riconoscere. Ciò che invece non si può non notare è che parte dei testi sono in lingua giapponese per cui i contenuti scabrosi per i quali i brani della band sono famosi, non sono facilmente percepibili. Possiamo consolarci considerando che tutti i pezzi hanno ritmi totalmente martellanti e sono un ascolto piuttosto monotono per cui, nonostante sia arduo distinguerli l’uno dall’altro, almeno possono servire per essere ballati. Proprio per la scarsa varietà dei suoni non è semplice parlare in dettaglio delle singole tracce: tra l’altro anche il contributo del cantante Andro appare alquanto piatto, con momenti indimenticabili inesistenti. Il primo brano, “Brocken”, è uno di quelli che presenta una melodia tra le più gradevoli e ricorda vagamente i Covenant degli anni ’90… infatti – sorpresa! – poco più in là lo stesso riappare in versione remix a cura di Eskil Simonsson dei Covenant. “Hong Kong Virginity” sembrerebbe un’incursione nel ‘pop’ vero e proprio: qui, forse, si ha l’occasione di percepire qualche nota ‘orientaleggiante’ che però non contribuisce a migliorarne il livello. “The Gossamer Years” è un banale pezzo ballabile che suscita ben poche emozioni, lo stesso può dirsi di “Disabled”: qui la tastiera si vorrebbe soltanto prenderla a martellate. Musica tecnologica, senza spina dorsale, fatta per essere messa in discoteca e poi subito abbandonata: quale sarà l’obiettivo di operazioni del genere?

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