Siegfried: Cementoacciaio

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I Siegfried, gruppo italiano (sono di Sassuolo) di culto che ha ormai un piccolo ma consolidato seguito, pubblicano, dopo l’omonimo album del 2011 anche qui recensito, il nuovo atteso lavoro intitolato Cementoacciaio che esce in una lussuosa edizione (maxi digipack con un bookelt di 24 pagine) limitata di 500 copie. Il disco è, come il precedente, autoprodotto  e esce sempre per  la fantomatica Blucher Records. In Cementoacciaio i Siegfried si sono circondati di validi colaboratori come Mercy e Francesco La Rosa degli IANVA e con il mitico artista reggiano Dinamo Innesco Rivoluzione (autore dell’artwork, dei testi insieme al leader Giovanni Leonardi e collaboratore del “concept”).

Musicalmente il suono è maturato diventando più elettrico, corposo e granitico:  le influenze rimangono principalmente il post-punk e la new wave ma si tratta di un album variegato con molte sfaccettature dove trovano posto anche classiche ballate rock, neo-folk e echi marziali. I testi, simbolici e apocalittici, sono molto importanti e incisivi nel delineare un quadro cupo della nostra società occidentale ormai in decadenza;  concettualmente si ricollegano a gruppi come gli IANVA e non è un caso che la prima traccia,  la marziale “Fronte Occidentale”,  sia stata scritta dallo stesso Mercy. La successiva “Ribolle il sangue” è grintosa e trascinante mentre “I Duellanti” si avvale di stupende e profonde liriche. “Il potere dei sogni” (già uscita su singolo) è uno dei pezzi forti di Cementoacciaio con le tastiere new wave in grande evidenza, le chitarre abrasive e un carismatico Giovanni Leonardi grande protagonista al canto; in “Dragone scelto” ci sono ancora echi letterari di mitici tempi di guerra e onore, tematiche care al gruppo.  In “Inquietudine” si sente l’influenza della new wave italiana; la title-track è invece un’autentica  bomba post-punk con un basso pulsante in evidenza. In “Isola felice” (altra traccia sperimentale che rimanda a La Mano di Gloria degli IANVA)  – dura critica all’Emilia – c’è la presenza del’ospite Dario Parisini dei Disciplinatha. La conclusiva “Tramonto d”Emilia” chiude il disco con una sorta di valzer apocalittico del nuovo millennio.

Di sicuro Cementoacciaio conferma i Siegfried come una delle realtà indipendenti italiani  più interessanti e da seguire in questo momento.

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