Spring Breakers – Una vacanza da sballo di Harmony Korine: beata innocenza!

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Considerato ormai un regista di culto, Harmony Korine ha presentato il suo Spring BreakersUna vacanza da sballo alla 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, suscitando reazioni tra le più disparate: di certo non si può dire non se ne sia parlato. Il 7 marzo 2013 la pellicola è uscita nella nostre sale e le polemiche hanno ripreso vigore, provocando in chi non l’aveva vista una grandissima curiosità: ora posso confermare che la visione  di Spring BreakersUna vacanza da sballo è una vera e propria esperienza. Per chi non sapesse cos’è lo ‘ spring break’, giova precisare che si tratta di un periodo di vacanze scolastiche primaverili che molti adolescenti americani scelgono ritualmente di trascorrere in Florida per darsi alla pazza gioia. E’ quanto fanno – letteralmente! – le giovanissime protagoniste della vicenda, Brit, Candy, Cotty  e Faith, studentesse faccia d’angelo nella vita quotidiana che, all’insaputa di tutti, celano al loro interno un tale pieno di noia, rabbia e desiderio di rivalsa da fare concorrenza a svariati altri protagonisti cinematografici di storie di violenza: una sorta di versione rivista e corretta, oltre che in chiave femminile, di Alexander DeLarge e la banda dei Drughi di Arancia Meccanica. Se e quanto vicina alla realtà possa essere questa visione dei ragazzini, anzi ragazzine – in effetti meglio specificare! – americane allevate nella provincia, personalmente non sono in grado di dire: ho però il sospetto che, tolta una componente di esagerazione certo dovuta al carattere dissacrante e anticonvenzionale dello stesso regista che – non dimentichiamolo! – a soli 24 anni aveva sfornato un altro film ‘culto’ dedicato, per così dire, all’età puberale come Gummo, ci sia un qualche fondamento di verità, visto quanto le pagine di cronaca dei giornali USA trasudano violenza e disagio giovanile. Le quattro dolci fanciulle di Korine saranno magari una sorta di caricatura di certe loro coetanee, ma sta a chi le osserva riconoscervi la somiglianza con gli originali: è un compito duro, soprattutto per noi adulti che, di angioletti del genere, potremmo in teoria essere i genitori. All’apparenza, le nostre signorine sono identiche a centinaia di altre che possiamo aver notato anche sulle spiagge europee: ben fornite di bikini a vivaci colori, amanti del ballo, delle feste e di Britney Spears attendono le vacanze con irrefrenabile impazienza; ci accorgiamo però subito che qui la musica è diversa allorché le quattro non esitano a rapinare un locale, con il volto coperto ed armi giocattolo, per racimolare il danaro necessario all’agognato viaggio in Florida. Nonostante l’organizzazione raffazzonata, si calano così plausibilmente nella parte che il colpo riesce alla perfezione ed eccole allora, al colmo dell’euforia, saltare sul pullman che le porterà nel luogo dei sogni come se nulla fosse accaduto. Nel giro di poche frenetiche sequenze, il disorientato spettatore si rende conto che Brit, Candy, Cotty  e Faith bevono, consumano crack e praticano sesso libero con la massima disinvoltura. I loro vagabondaggi le condurranno incontro a svariate disavventure – non mancano un arresto ed un processo! – e visto il tenore dei loro svaghi, è inevitabile che esse vengano in contatto con la malavita vera e propria. Nemmeno questa esperienza le spaventerà. Soltanto una di loro, a quel punto, vorrà tirarsi indietro: le altre troveranno anche in questo frangente energia e stimolo a fare ancora di più. Ma da cosa deriverà mai questa aggressività che spiazza persino personaggi abitualmente dediti alla delinquenza, rispetto ai quali esse si dimostrano assai più abili e smaliziate? Dietro l’ironia con la quale il film propone come assolutamente normali atteggiamenti che sono invece paradossali c’è,  a mio avviso, una delle visioni più nichilistiche e distruttive del futuro di tutti noi. Se in genere la gioventù incarna e contiene le maggiori speranze che sorreggono la società, a cosa si può guardare quando quella che noi consideriamo la primavera della vita si mostra così corrotta e depravata? E’ vero, la sfrontatezza con cui il gruppetto commette atti al limite del sopportabile, sul momento strappa un sorriso: tuttavia ci si sente profondamente turbati e, a mente fredda, ci si interroga sui valori e sui contenuti che noi, generazione matura, siamo in grado di trasmettere ai più giovani: qui non si tratta semplicemente della logica della ‘festa senza fine’, che spesso sembra caratterizzare l’ideologia di molti ragazzi, perché questa ‘festa’ somiglia in realtà all’anticamera dell’inferno.

L’attitudine iconoclasta di Korine emerge anche dalla scelta delle attrici cui ha affidato il compito di rappresentare questi istruttivi esemplari delle ‘nuove leve’: oltre alla moglie Rachel compaiono infatti Ashley Benson e Vanessa Hudgens, dive della serie per adolescenti High School Musical,  e Selena Gomez, che appartiene alla scuderia della Disney; egli sapeva così che lo choc del pubblico nel vedere in tale veste uno stuolo di candide giovinette sarebbe stato garantito. La regia, inoltre, contribuisce ad assicurare l’efficacia del messaggio poiché investe lo spettatore di paesaggi, tramonti, colori abbaglianti, alternandoli a visioni crude di violenza e perversione; in sottofondo la musica techno assurdamente martellante di Skrillex e Cliff Martinez assesta colpi letali ai nervi già messi a dura prova. Quando il film finisce, rimane la paura della verità…

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