“ANIMAL SKIN (Let’s Play)” di Antonio Carallo

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Antonio Carallo, formatosi alla Folkwang Hochschule di Essen e membro del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, si propone nella veste di coreografo e di danzatore con il suo nuovo lavoro Animal Skin (Let’s Play). Spettacolo multimediale dove il concetto di danza si allarga e oltrepassa gli schemi, sconfinando nella video-arte, nella musica e nel teatro di avanguardia. Una costante metamorfosi, in cui viene da chiedersi, ma è l’animale che cambia pelle o è l’uomo che tira fuori il suo istinto animale? Dalla gestualità della danza è difficile trovare una soluzione, ma il risultato è di sicuro impatto emotivo. Non c’è tregua nel movimento, solo un’incontrollata raffigurazione di istinti bestiali che emergono con violenza anche quando si cerca di reprimerli. Affanno e sudore svelano l’esplosiva energia dell’animale, o forse solo il suo bisogno di sentirsi vivo, di esserci.

L’apertura è dissacrante con la proiezione di un video in puro stile sado-maso, girato all’interno di una delle tante cripte rupestri delle gravine pugliesi (chi non le conosce dovrebbe visitarle). Due figure vestite in latex, sottomettono l’animale, lo martirizzano fino a bruciargli la pelliccia in un rituale di candele bondage. Sono gli unici momenti in cui l’animale appare succube e privo di movimento. Per il resto della rappresentazione è come libero dalle catene e può dare finalmente sfogo alla frenesia del gesto. Movimenti felini, tendini tesi e muscoli sempre pronti allo scatto accompagnano tutto lo spettacolo in un vortice di movimento epilettico. Troppo esuberante per essere contenuto nel solo ambito dello spazio scenico. Lo spettacolo supera le barriere invadendo la sala, dove i danzatori si trasformano anche in tecnici video, riprendendosi con telecamere e trasmettendo in tempo reale sullo schermo quello che accade. Il prosieguo è tutta danza convulsiva che crea uno stato di ipnosi, in cui lo spettatore non ha il tempo di pensare, può solo lasciarsi travolgere dal costante dinamismo. Finale accattivante, ritornano le inquietanti maschere sado-maso in latex, ma questa volta per cantare la bellissima e dolcissima “JustAnother Day” di Brian Eno, creando un clima surreale che ancora una volta riesce a spiazzare il pubblico.

Scenografia scarna ma seducente, sul palco un grande schermo, due postazioni audio-video e poi neon, tanti neon. Belle le soluzioni video in stile visual-art.

Buone le scelte musicali in parte suonate dal vivo dagli stessi attori. Una playlist che, tra sintetizzatori e campionatori, passa dal puro ambient, all’electro-industrial di matrice tedesca, alle atmosfere più cupe e pacate che ricordano i Sigur Ròs, senza dimenticare una parentesi in cui Patricia Bateira tormenta una chitarra elettrica come in “Nerves” dei Bauhaus.

Ottima la prova artistica dell’instancabile Antonio Carallo sia come coreografo che come danzatore. Anche Patricia Bateira e Valentino Ligorio nella veste di tecnici-danzatori-attori-musicisti non risparmiano energie.

Spettacolo per chi apprezza le sperimentazioni, i nuovi orizzonti e che ama allontanarsi dai formalismi.

ANIMAL SKIN (Let’s Play) di Antonio Carallo

con Patricia Bateira, Antonio Carallo e Valentino Ligorio

creazione Antonio Carallo

consulenza artistica Katerina Bakatsaki

elaborazione sonora Filippo Bubbico

elaborazione video Patricia Bateira

disegno luci e cura tecnica Davide Arsenio e Valentino Ligorio

costumi di Fiammo Benvignati e Lapi Lou

direttore di produzione Paola Leone

organizzazione Tonio De Nitto

assistente produzione Giovanna Sasso

produzione: Factory Compagnia Transadriatica

Web: http://www.compagniafactory.com/Factory_Compagnia_Transadriatica/Factory.html

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