Douglas P. pubblica un nuovo album dei Death In June intitolato The Snow Bunker Tapes: in realtà si tratta delle versioni per chitarra acustica delle tracce per pianoforte (suonate dal musicista slovacco Miro Snejdr) del precedente The Peaceful Snow, album non disprezzabile ma che non riusciva a staccarsi da una certa monotonia di fondo. La decisione di pubblicare una versione alternativa di The Peaceful Snow è purtroppo un’ulteriore conferma della stasi creativa di Douglas P., indubbiamente un grande artista e poeta che, purtroppo, nell’ultimo decennio non ha saputo più rinverdire gli antichi fasti. Dopo aver  litigato con molti musicisti con cui aveva collaborato (David Tibet, Tony Wakerford e Albin Julius fra gli altri) e aver rotto il sodalizio con la World Serpent, il menestrello e chansonnier inglese si è rinchiuso sempre di più in un universo autoreferenziale in cui continua a cantare la decadenza del mondo occidentale e moderno e, a questo punto, è difficile immaginare come possa in futuro uscire dal suo bunker. Album come Rule of Thirds, The Peaceful Snow e questo The Snow Bunker Tapes non hanno più la magia di vecchi capolavori come Brown Book, The World That Summer, But What Ends When the Symbols Shatter? e Rose Clouds Of Holocaust (peraltro ristampati in monumentali versioni in marmo riservate ai suoi fans più fedeli), dischi questi che sono autentiche pietre miliari del folk apocalittico. Le tracce di The Snow Bunker Tapes (registrate fra il 2009 e 2010), pur non essendo brutte – la title-track è un brano notevole che risplendeva in The Peaceful Snow e che avevo già avuto modo di ascoltare in versione acustica durante il concerto dei Death In June a Milano nel dicembre 2011 mentre “A Nausea” e ”Murder Made History” sono efficaci e piacevoli – non aggiungono nulla alla storia del gruppo. Questo lavoro, che esce anche in due edizioni in vinile  limitate di 500 e 700 copie (picture disc e vinile giallo e trasparente), è consigliabile quindi solo a tutti i fanatici della Morte in Giugno.