Front Line Assemby: Airmech

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A distanza di due anni dal precedente e convincente Improvised Electronic Device riecco i canadesi Front Line Assembly, storico nome della scena electro-industrial, con un nuovo album. Si tratta di un lavoro diverso dai precedenti: in effetti questo Airmech è una colonna sonora per un videogioco cyberpunk (in realtà già in passato Bill Leeb si era cimentato con le sonorizzazioni di videogame). Si potrebbe quasi dire che il linguaggio forgiato dai Front Line Assembly sia perfetto per questo genere di tematiche: quello che si ascolta nelle dodici tracce dell’album – interamente strumentale – è il suono di uno scenario futurista e apocalittico in cui le macchine hanno preso il sopravvento sull’uomo e in cui gli incubi peggiori di certa fantascienza (penso a scrittori come J.G.Ballard e Willam Gibson) sono diventati quantomai reali. Vengono in mente film come Matrix e Tron Legacy, la cui colonna sonora era non a caso dei Daft Punk. Forse Airmech non è miglior album dei canadesi e può quasi sembrare un tassello secondario della loro carriera ma, in realtà, è un’ulteriore e corente esplorazione e evoluzione del linguaggio elettronico che da sempre costituisce il marchio di fabbrica dei Front Line Assembly. Le atmosfere sonore sono dark e i brani sono abbastanza lunghi rispetto al solito. Rispetto al precedente album scompaiono le chitarre in favore delle sonorità elettroniche delle macchine: tracce come “Mech Killer”, “Everything That Was Before” e “Arise” sono in questo senso esemplificative dello stile di Airmech, caratterizzato da pulsanti cyber beats e cupe ambientazioni sonore. Un disco che non deluderà quindi i fans del gruppo di Bill Leeb e Rhys Fulber che, in attesa del nuovo disco previsto per la primavera del 2013, troveranno Airmech interessante e innovativo.

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