Mushroom's Patience: Road to Nowhere

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Tornano i Mushroom’s Patience, storico nome della pischedelia italiana, di sicuro fra i gruppi piu bravi e atipici (la loro musica inglobava molte influenze fra cui psichedelia, avanguardia e new wave) di quell’ondata creativa che negli ’80 invase la nostra penisola. Dell’originale line-up è rimasto il musicista e pittore Dither Craf (voce, chitarre e banjo) qui coadiuvato da Vinz Aquarian del Ballo delle Castagne (un pò  l’anima Krautrock del progetto con il suo moog e gli effetti elettronici) e da una fantomatica The Tractor Train Orchestra di cui fa parte la brava Euski dei Roma Amor. L’album, intitolato significativamente Road to nowhere, è una sorta di concept, un viaggio filosofico e apocalittico che parte dal vuoto esistenziale interiore per giungere al raggiungimento del Nulla, rispecchiato anche dalla grafica “lynchiana” di copertina e dalle foto delle squallide periferie romane raffigurate all’interno del booklet. Significativi sono gli omaggi che, in Road th Nowhere, vengono tributati a personaggi come Bruno del film Stroszek di Herzog e a libri come La strada di Cormac McCarthy. Musicalmente l’album (composto da 13 tracce e con una durata di circa 55 minuti) è molto valido, un’ideale colonna sonora folk e psichedelica delle tematiche desolate affrontate nel disco. Dopo l’iniziale e strumentale “Station to Station”, traccia elettronica e sperimentale, la title-track, con le sue atmosfere acustiche e malate, immerge l’ascoltatore nel mood onirico di Road to Nowhere. “Du hast Sugo auf der Wange” è un altro brano di folk psichedelico. Da brividi sulla pelle “Red Light”, una traccia mistica che campiona Aguirre dei Popol Vuh (un’altra citazione da Herzog). In “Tractor Train Orchestra” è protagonista alla voce Euski in quello che è un cabaret apocalittico per il nuovo millennio mentre in “Memoria Sonica” una voce recita in tedesco in un brano che è una sorta di blues siderale. “King’s Return”, che si avvale di un testo in latino, ha atmosfere antiche e sognanti fuori dal tempo. Chiude il cerchio di questo viaggio verso il Nulla l’elettronica e desolata “Last Goodbye”. Un album che conferma il valore dei Mushroom’s Patience e la vena artistica di Dither Craf.

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