Radiance: Undying diabolica

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Hanno scelto un percorso espositivo impervio, gli italiani Radiance, quartetto per metà maschile e per l’altra metà composto da gentili donzelle (ma agli albori il complesso era costituito per l’intierezza da ragazze), perché il tratto distintivo della loro proposta è costituito dall’enfatico e teatrale cantato di Karin Baldanza (discepola del compianto Midnight dei Crimson Glory), che con assoluta disinvoltura passa da registri moderni ad altri di ispirazione classica, oltre che da una sezione ritmica che impatta frontalmente, e potrebbe disorientare chi non è aduso a cotanta opulenza tecnica. Utile ai fini della definizione del Radiance-sound, la sempre presente sei corde di Federica Viola sorprende per la profondità dei suoi interventi, pareggiando in bravura la coppia basso/batteria ed accrescendo la percentuale tech-metal presente in Undying diabolica. Tra assoli classic (nel senso heavy, stavolta), velocità controllata, vocalizzi che rimandano alle rappresentazioni sceniche dell’antichità, si scopre una volontà d’osare che però comporta l’assunzione di rischi; il disco potrebbe patire per questa esposizione di doti esecutive, a tratti effettivamente pesanti (che inficiano la sua scorrevolezza), i Radiance riescono comunque a dosare l’esuberanza della loro proposta, fornendo una versione dark del metal progressivo; d’altronde, se si posseggono delle qualità, perché non sottoporle alla luce del palcoscenico (ambiente che dovrebbe esser loro congeniale)? Eppoi, considerando che il prodotto è intenzionalmente rivolto alla nicchia, perché mai svendersi? Da ascoltare con attenzione.

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.facebook.com/radiancemetalband
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