Silent Scream: Public Execution

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I finlandesi Silent Scream, nati nel 1996 e ben conosciuti in ambito underground nel loro paese,  hanno da poco rilasciato il loro secondo full lenght Public Execution, dopo il primo, In the Cinema, risalente al 2010. La band si colloca nell’ondata di revival post-punk ed è abile nel creare atmosfere oscure ed ipnotiche, spesso vicine al sound anni ’80 di gruppi come Killing Joke, Bauhaus, Christian Death nei loro aspetti più ‘adrenalinici’. L’album contiene undici tracce, molte delle quali davvero ‘toste’ e un po’ ostiche all’ascolto: il sound della band è tendenzialmente grezzo, quasi ‘sporco’ e diversi brani hanno il difetto di essere simili l’uno all’altro. L’opener “Public Execution”, che inizia con tutta l’eloquenza di una batteria davvero energica, prosegue con chitarra distorta e canto di Antti Lautala dal timbro assai ‘abrasivo’:  la band dimostra di conoscere il mestiere. La seconda  traccia, “Rotten Days”, insiste nella direzione intrapresa, avvicinandosi ancora di più al vero e proprio punk e la voce ‘graffia’ ricordando Jaz Coleman più che mai. Segue “Last Living Witness” dove la chitarra è tiratissima e basso e batteria risaltano, ‘martellandosi’ a vicenda, mentre la voce è più ‘narrante’ che ‘cantante’. “Spirit Invocation” è un accattivante pezzo rock mentre “Nine Black Sunrises”, uno degli episodi migliori, rallenta a favore di un incedere più solenne e cupo: compaiono deliranti note di sax, l’atmosfera si fa ipnotica ed allucinata e anche il canto è davvero efficace. Per il resto vale menzionare solo “Meat”, una sorsata di punk ‘distillato’ talmente frenetico che fa venir voglia di andare a sentirli dal vivo. Tutto ciò rientra nella cosiddetta  musica ‘derivativa’ ma è eseguito con abilità, per cui risulta comunque un ascolto gradevole.

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