Spiral69: Ghosts In My Eyes

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A breve sarà in uscita il nuovo terzo album degli Spiral69 dal titolo Ghosts In My Eyes. Interessante gruppo della scena dark-wave italiana che con questo lavoro dà prova di grande maturità.

Riccardo Sabetti (voce, basso, chitarre e synth) con un passato nei Pixel e negli Argine, nel 2007 decide di costruire un progetto solista, gli Spiral69, che nel corso degli anni si arricchisce di nuovi componenti: Licia Missori (pianoforte e keyboards), Enzo Russo (chitarre), Andrea Freda (batteria). La formazione ormai amalgamata e consolidata, nonostante la giovane vita, ha già una sua storia. Support band nella tournee italiana dei Love Amongst the Ruin; il loro brano “Berlin” (contenuto nell’album No Paint on the Wall del 2011), scelto come colonna sonora del film/documentario Red Sherly di Lou Reed; partecipazione al Wave Gotik Treffen 2012 e al The Children of Night Fest 2012 di Kiev.

Il sound di Ghosts in My Eyes è caratterizzato da una miscela, ben dosata, di new wave oscura e gotica, di cristalline atmosfere elettroniche e di sofisticati ed eleganti suoni mitteleuropei, pur non disdegnando una sottile venatura pop di classe che rende l’album piacevolmente fruibile. Chi ha amato la musica anni ’80 ritroverà sonorità tipiche di band come The Cure, Joy Division e Depeche Mode, ma l’orecchio attento individuerà anche influenze di gruppi più recenti come Nick Cave, NIN, Editors e Interpol. Lavoro che riesce delicatamente a farsi spazio nell’animo, ed apre elegantemente le porte della nostalgia. Antichi tasselli marmorei che, uniti, creano un nuovo mosaico, una nuova identità e nuove emozioni. I toni malinconici sono sempre valorizzati da atmosfere ricercate. Tutti i brani creano cupe suggestioni, ma non oltrepassano mai i confini dell’inquietudine. Lavoro spiccatamente crepuscolare, dal clima autunnale e da ascoltare all’imbrunire.

I testi parlano di ansie e di angosce che si materializzano con le sembianze di fantasmi, che ci fanno paura, quando li vediamo negli occhi di chi ci circonda, ma che ci terrorizzano, quando sono riflessi dai nostri occhi. Prodotto da Steven Hewitt, batterista storico e co-autore dei Placebo e Love Amongst the Ruin. Il missaggio affidato a Paul Corkett, (sound engineer per The Cure, Radiohead, Nick Cave, Bjork) dona all’album una pulizia e una qualità del suono paragonabile ai migliori prodotti internazionali.

L’apertura è affidata a “Waves” liturgica, sacrale, dal tenebroso fascino: la voce di Riccardo Sabetti sembra quella di Dave Gahan, impossibile non innamorarsi di questo brano al primo ascolto; segue “New Life” esempio di commistione tra wave sintetica e chitarre perfettamente riuscita; “No Heart” delicata, romanticamente sconsolata, squisiti archi e un grande basso; “Fake Love” dolce e triste ballata, è la malinconia del ricordo, le struggenti sensazioni di un amore perduto o mai nato, sicuramente falso, pianoforte e batteria sublimi; “Dirty” apre con un’aria tranquilla e minimale per esplodere quasi subito in un aggressivo synthpop ma acido ed oscuro dal sapore vagamente NIN; “Please” sebbene più ritmata non risulta meno pensierosa, malinconica, le sue sonorità ariose sembrano arrivare dritte dai primi anni ‘80 ; “Low Suicide” il magniloquente romanticismo che si trasforma in un crescendo di sofferte emozioni; chiude “Ghost In My Eyes” intimista, canzone apparentemente sommessa, voce e pianoforte duettano creando un’atmosfera estremamente suggestiva, ancora grande pathos per un grande brano.

E se il 25 aprile 2013 vedete dei nuovi fantasmi, non chiudete gli occhi perché è uscito… Ghosts In My Eyes

Per informazioni: http://www.helikonia.com
Web: http://www.spiral69.com
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