Control Human Delete: The Prime Mover

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Alfieri dell”industrial black metal’, i Control Human Dolete sono un gruppo olandese in attività da una decina di anni. Il loro ultimo album risaliva tuttavia al 2007 (Terminal World Perspective) fino all’uscita, lo scorso marzo, di questo The Prime Mover. I quattro si collocano decisamente in ambito metal ma vi introducono elementi elettronici o tipicamente industrial – per esempio, la drum machine – creando un impasto non saprei quanto black, ma sicuramente ricchissimo di rumore e confusione. La chitarra ovviamente ha un ruolo determinante, con riff ossessivi fino all’emicrania, mentre la voce quasi sempre ‘growl’ o ‘scream’ fa pensare in effetti al black metal, ma la presenza elettronica, che si nota parecchio, rende l’atmosfera più fredda e tecnologica, con risultati non sempre riusciti, non paragonabili alle oscurità senza fine di band come i Fear Factory, per intenderci e neanche alla creatività ‘schizzata’ dei Rammstein. Già l’opener “New Replicators”, che dura ben otto minuti come la media delle tracce dell’album, è un esemplare azzeccato dello stile dei nostri: ritmo ‘industrial’ condito di fischi e rumori, i riff alla chitarra di cui sopra, il tutto completato dal canto in salsa ‘black’, non particolarmente carismatico. Questa impostazione prosegue per il resto dei sette brani del disco: in “Transporter” la chitarra è praticamente forsennata, i due “Continuous data, part ½” sono di una violenza travolgente: della prima molto efficace l’attacco che, comunque, ha un sapore più industrial che metal, nella seconda invece non ci si riesce nemmeno a raccapezzare. Musica davvero estrema, adatta agli amanti del genere o a chi di noi abbia l’esigenza di liberare la propria violenza repressa.

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