Unreal City: La crudeltà di aprile

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Esce per  la Mirror Records l’album d’esordio degli Unreal  City – giovanissima band di Parma con all’attivo un EP – dedita al recupero delle gloriose sonorità del prog italiano dei ’70. L’album – intitolato La crudeltà di aprile – si avvale della produzione artistica di Fabio Zuffanti, vero e proprio deus ex machina della scena prog italiana che è riuscito a far fruttare la sua esperienza e competenza.  La crudeltà di aprile mette in luce l’indubbio talento degli Unreal City, un gruppo che promette molto per il futuro:  l’album ricalca fedelmente le atmosfere – pur filtrate con sensibilità moderna – di gruppi mitici come La Locanda delle Fate, Quella Vecchia Locanda e Il Balletto di Bronzo. Gli Unreal City  dimostrano di avere un ottimo feeling con il genere creando un prog sinfonico imponente  ed enfatico con una strumentazione in cui le tastiere fanno la parte del padrone. La voce, nella migliore tradizione del prog italiano, è forse il punto debole di un lavoro che rivela anche improvvisi squarci darkeggianti e gotici, una caratteristica anche questa debitrice di certe suggestioni italiane dei ‘70 . In particolare “Catabasi” – la terza traccia – ha un incipit sacrale in cui cupe tastiere che ricordano gli Antonius Rex, suoni di campane e cori dipingono scenari apocalittici di cattedrali in rovina. L’interplay fra i musicisti è ottimo e l’album scorre fluido senza momenti di noia. La crudelta di aprile è composto da 6 tracce fra cui ricordo l’iniziale e fiabesca “Dell’innocenza perduta”,  la già citata ed oscura “Catabasi” e la composita e articolata “Dove la luce è più intensa”, una traccia in cui tutti gli strumenti e in particolare le tastiere tessono trame emozionanti che faranno la gioia di tutti i progster. Come in tutti gli album prog che si rispettino non manca anche la classica suite – “Horror Vacui” – di circa 17 minuti. I testi sono davvero molti belli e curati e non banali con riferimenti letterari che rievocano la grande tradizione dei “concept” colti e impegnati del prog. Speriamo che questo sia solo l’inizio in quanto gli Uneral City sono molto bravi e talentuosi e si pongono nella scia di altri gruppi validi come La Coscienza di Zeno e Il Tempio delle Clessidre.

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