Battle Ram: Long live the ram

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Amarissimo destino, quello dello scribacchino HadrianuS al quale, dopo le carinerie degli Helalyn Flowers tocca in dote Long live the ram degli irsuti Battle Ram. Ma bando a scherzi e ciance, e massimo rispetto nei confronti di Gianluca Silvi e compagni di razzie, perché Battle Ram rinnova il sacro patto col metallo più epico ed obscuro, quello sublimato da Cirith Ungol e da Manilla Road, e la Spada del principe albino di Melniboné tornerà a calare inesorabile sulle povere vittime predestinate! Long live the ram ingloba “Burning lives” e “Battering ram”, oltre alla versione demo di “Dark command”, già apparse su omonimo dischetto autoprodotto del 2003, e con “Smash the gates” e “Behind the mask” mette in mostra il lato più incompromesso, sacrale e, perché no, gotico del metal. Quello più barbarico e crudele, quello che non ammette, terminata la cruenta pugna, prigioniero alcuno. Non poteva mancare l’omaggio di Gianluca al Maestro Mark Shelton, affidato all’ispirata strumentale “Road of light”, non lasciatevi intimorire e muovete decisi verso Nadsokor, ma scegliete con cura la guida che vi mostrerà il cammino, le imboscate non mancheranno!

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