Edenbridge: The bonding

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Guidati dall’ottimo compositore Lanvall (Arne Stockhammer), gli austriaci Edenbridge appongono con il positivo The bonding l’ottavo sigillo alla loro proficua discografica. Metal pomposo e magnificente, tanto da avvalersi appunto di una vera e propria Orchestra (intervento finanziato dagli stessi supporter degli Edenbridge opportunamente ringraziati nel booklet), la presenza della quale una volta tanto non funge da semplice complemento ma, grazie all’ottimo e puntiglioso lavoro di produzione assicurato dall’istesso polistrumentista che nel tempo è divenuto la vera anima del combo, funge da sostegno al magniloquente costrutto sonoro elevato dal quintetto. The bonding inoltre evidenzia i progressi compiuti da Sabine Edelsbacher, interprete adattissima alle arie proposte da Lanvall e compagni, sicuramente uno dei nomi di punta del pomp-fronted metal contemporaneo. “Mystic river”, “A light a new tomorrow”, la ballatona “Death is not the end” rappresentano il top del genere, e premiano lo zelo dei suoi Autori, concretizzato dalla lunga suite finale che da il titolo all’opera intiera ove, se emerge una certa ampollosità, si evidenzia pure la piena riuscita dei loro intenti, certo supportata dal mestiere di coloro che sono intervenuti nel processo di definizione di The bonding (Karl Groom dei Thin Ice Studio casa dei Threshold, Mika Jussila che ai Finnvox ha sempre compagnia, visto il numero di insiemi ai quali offre i propri servigi). Permane un dubbio relativamente alla possibilità di replicare on stage la complessità di certi passaggi senza l’Orchestra, limitandosi al semplice manufatto The bonding verrà sicuramente premiato dagli appassionati del genere.

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