Susy Likes Nutella: Love and rain

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Autentica rivelazione, Love and rain dei Susy Likes Nutella! Trattasi di navigati esponenti dell’underground italico (rientrano dopo otto anni di silenzio che comunque non li ha visti inattivi) quali Gigi JJ Masini (voce e basso), Freddy T. Mechi e l’ex Pankow e Neon Nardo Lunari alle chitarre e Carranza alle drums. Love and rain è disco di dark rock poggiante su chitarre sporche, intrise di groove assassino, dal taglio industrial supportato da una sezione ritmica che, prodotta così, piacerebbe a Steve Lillywhite, per quel rimbombare delle percussioni e per quel basso che pulsa mefistofelico rimbalzando perfido tra le mura scrostate di palazzi cadenti, ultimo baluardo di una periferia abbandonata al proprio destino. Il mestiere dei SLN emerge in brani quali “Plastic feelings”, ma caratterizza tutto il disco, compatto ed uniforme; forse anche troppo, terminato il primo ascolto risulta in fatti difficoltoso focalizzare un singolo episodio rispetto ad un altro anche se, una volta approfondita l’analisi, si possono apprezzare le diverse sfumature di nero che caratterizzano i dieci episodi di Love and rain. Eppoi vi sono nobili influenze che, adattate al gusto del quartetto, rendono l’opera assai intrigante sopra tutto per i veterani (di guerre psichiche?) che certi lidi sonori li conoscono assai, e che sanno districarsi fra le pozze di catrame ed i residui di napalm lasciati dalle inebetite masnade di “Apocalypse now”: The Cult (al di là del titolo del CD) che suonano sigillati in una sezione a compartimento stagno d’un sommergibile inabissatosi in una fossa oceanica (“The corny song”), i Prong che ossequiano i Killing Joke in “Creepy monkey”, o come “Blue”, filiazione illegittima di “Vision thing” dei The Sisters Of Mercy tanto che, se la ascoltate isolandola dal suo contesto, le sorprendenti similitudini vi potranno confondere (ma è una ad oggi sconosciuta b-side di quel sottovalutato capitolo dei SoM? Affatto, verificate la paternità, è proprio loro). Ma il contenuto di Love and rain è ruffiano ed è esposto collo spirito di progetti similari (come i Medication, “Love and rain”, il brano, è un frullato di alterna darkeggiante), ovvero mettere insieme le capacità di ogni singolo componente ed i loro compositi back-ground per addivenire ad un corpus sonoro unico e compatto, e per questo perdonerete l’assoluta mancanza di originalità di “Sick angel” o di “Oldman blues”. Perché di musica suonata una volta tanto coll’anima (anche se marcia) ne abbiamo assoluta necessità, c’è troppa plastica in giro, diamole una bella spazzata. Eppoi mia moglie si chiama Susanna e di Nutella fa uso smodato, come non apprezzare allora i SLN?

Per informazioni: http://www.kizamiaz.it
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