Sloe Gin: A matter of time

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Formazione triangolare, ma assai inusuale nella sua struttura: basso (Enio Nicolini, colui che ha dato l’input a Sloe Gin), voce (Eugenio Mucci, ex-Requiem ed Akron), batteria (un altro ex-Requiem, Giuseppe Miccoli).Tre veterani della scena underground metal tricolore, tutti coinvolti prima di ora in progetti che mai si sono assoggettati a facili catalogazioni. Così Nicolini (ora parte della sezione ritmica di The Black, nei settanta negli UT e poi negli Unreal Terror) e Mucci collaborano ancora dopo aver unito i loro nomi sotto l’egida-Akron, ed il risultato è davvero da rimarcare. In quanto a contenuti, Sloe Gin propongono un rock scuro, caratterizzato da un basso pulsante che rimembra la scarnificazione operata dal post-punk, e dal salmodiare di Mucci, la voce del quale aderisce perfettamente ad un ordito essenziale, intessuto con fine bravura dall’esperto Miccoli. Lavorando per sottrazione, i tre richiamano in vita la salma decomposta dei primi Sabbath, ma in “Decline and fall of progress and illusions” citano di rimando pure i Korn che rifanno “Word up”, con risultati ben più incisivi. La cappa di tetraggine che avvolge A matter of time si fa sempre più ossessiva e soffocante addentrandoci via via in una track-list che non segna cedimento alcuno, e la mancanza di uno strumento classico del rock come la chitarra non viene avvertita. Brani brevi, ove la concisione non cela certo mancanza d’idee, che in vece quivi abbondano, sorreggendo una trama solo apparentemente semplice. La superlativa prestazione dello storico Mucci rende episodi come “Don’t be afraid of the dark” piccoli capolavori di doom claustrofobico ed ossessivo/alienante, chiamando anche in causa le lusinghe artistoidi che i Bauhaus fecero loro con esemplare naturalezza, A matter of time  nel finale cala pesante come una mazza, ed ecco che “Bring on the lion” rimanda agli Insider, altro cupo monolite proveniente da galassie morte da eoni al quale Mucci è legato. Il basso distorce ogni sensazione, gettando l’ascoltatore nello scompiglio, le paure ch’esso evoca sono relitti ancestrali di abominii rimasti senza nome né traccia nella memoria dell’Uomo, ma qualche Antico ne serba ancora un ricordo indistinto, e gli Sloe Gin conoscono evidentemente le formule adatte per riportarlo in superficie. Ed allora calerà la tenebra…

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